sabato 17 novembre 2012

RILASSANTE UDAIPUR

È rilassante passeggiare lungo le vie d'acqua in cui si specchiano i palazzi bianchi di Udaipur e chiacchierare con uomini e bambini sempre disponibili e felici di parlare con te, uomo/donna di un altro pianeta! Le donne ti parlano più timidamente e sono spesso indaffarate a compiere qualche lavoro casalingo. Nelle acque del lago fanno il bucato, incuranti dei rifiuti galleggianti, mentre in un angolo più appartato gli uomini si lavano e i bambini fanno il bagno.
Abbiamo visitato il City Palace, ennesima residenza di Maharaja, che ormai non ci stupiscono più nonostante l'indiscutibile bellezza. Preferiamo vagare a caso tra i vicoli e lasciarci coccolare dai negozianti. A me piace molto contrattare e devo ammettere che i tre mesi di Marocco sono stati un'ottima scuola! In genere riesco sempre a spuntare il prezzo che sono disposta a pagare e che si aggira come minimo a un terzo di quello che mi propongono! Sono partita con la sola roba che avevo indosso e ho comperato qualche capo di abbigliamento quando ho avuto l'occasione così ora sfoggio abiti indiani alla mia maniera, e questo mi fa sentire molto a mio agio. Indosso quasi sempre un ciondolo di Ganesha, il dio elefante, che ho comprato a Bangkok nel 2000 e non c'è indiano che non lo noti e non mi comunichi la sua simpatia!
Ci sono più di 20000 dei in India, molri dei quali dirette incarnazioni o riconducibili in qualche modo alla trinità suprema: Brahama, Shiva e Vishnu. Per esempio Ganesha è figlio di Shiva (e della moglie Parvati) e Krishna é una delle incarnazioni di Vishnu. Ogni indiano ha il suo dio preferito ma a seconda dei periodi dell'anno o delle esigenze personali si rivolgono a uno o all'altro dio. Tutti gli dei (anche quelli di altre religioni) godono di stima e di rispetto. Festeggiano anche la nascita di Cristo con due giorni di festa, a Natale. Al contrario, non avere un dio di riferimento risulta di difficile comprensione per loro e magari un po' diffidano di chi si manifesta ateo. Ecco forse perché mi sorridono tutti con complicità quando vedono il mio Ganesha e, anche se non è proprio il mio dio, questa è pur sempre una bella cosa.
Stasera Petra e Thomas partono per Bundi poi, anche loro come noi, saranno a Pushkar per il Camel Fair, ultima tappa del nostro viaggio in Rajasthan. Ci siamo lasciati nella speranza di incontrarci a Pushkar e con la promessa di ritrovarci in Europa!

venerdì 16 novembre 2012

GOOD MORNING UDAIPUR!

Dall'alto della più alta terrazza della città in prossimità del lago, ci apprestiamo a fare colazione rompendo la monotonia di omlette e pancake con una enorme fetta di apple pie! Quand'ecco che si avvicina la francese-che-viaggia-da-sola conosciuta ieri sul bus e ci perdiamo in chiacchere che vanno dai maharaja a mitterand, dalla povertà degli indiani a quella dei francesi, dei greci e degli spagnoli. Non sapevo che in Francia il sistema sociale chiede un contributo giornaliero di circa 80€ in caso di ospitalizzazione e che quindi i francesi sono indotti a farsi delle assicurazioni private... La prossima volta che la incontro le chiedo quanto pagano di tasse.. per capire se sono messi davvero peggio di noi.
Udaipur è una piccola Venezia indiana affacciata su un lago che si insinua tra le abitazioni formando vie d'acqua lungo le quali ci si sposta in barca. E' molto tranquilla e pittoresca e penso ci fermeremo qui a lungo.




giovedì 15 novembre 2012

COSTI DEL RAJASTHAN

Il Rajasthan è ancora davvero economico per noi europei. In 15 giorni io e Mauri tra vitto alloggio spostamenti con i mezzi locali, ingressi vari, schede telefoniche con internet, parrucchiere ed estetista, acquisti di vari capi di abbigliamento tra cui un cappello da cow-boy in pelle di cammello e un paio di bei souvenir rajasthani abbiamo speso 450€ in due!
Una bella camera in un bell'hotel costa 800-1000 rupie, 12-15€; ma si può dormire decentemente anche per la metà, una bella mangiata 300-400R, 5€ (in due). Il treno locale (così come il bus locale) costa dei centesimi di euro fino ad un euro per centinaia di km. Oggi abbiamo voluto non badare a spese e abbiamo acquistato un viaggio su autobus privato per fare i circa 350 km che separano Jodpur da Udaiput pagandolo 250R a testa (3,5€) ma non ci abbiamo guadagnato nulla. Anzi abbiamo fatto guadagnare l'albergatore che ci ha prenotato i biglietti, perché questo autobus fa le fermate nei vari paesi e carica la gente del posto per poche rupie, finchê ce ne sta, anche seduti sul pavimento. Come in un autobus locale. E impiega 8 ore.
Gli ingressi ai forti costano 250-300R e, insieme ai biglietti per gli edifici di minore elevatura, costituiscono una voce importante e imprescindibile del nostro capitolo spese.

mercoledì 14 novembre 2012

VIAGGIATORI

Siamo sul bus che ci porta a Udaipur in 7 ore. Non ci sono treni diretti o comodi, non abbiamo avuto alternativa. E' stato simpatico ritrovare alcuni compagni di viaggio! Una coppia di tedeschi dell'est, Petra e Thomas, nostri coetanei che da quando hanno recuperato la libertà (con la caduta del muro) viaggiano come matti, e una bellissima ragazza di origini irlandesi/sudafricane (con fisionomia e colori da bianca ma capelli e fisico da nera!) che viaggia con un piccolo gruppo di bei giovani tedeschi. Con Petra e Thomas abbiamo condiviso diverse guest house e a Jaisalmer abbiamo fatto amicizia e trascorso del tempo insieme.
I viaggiatori di tutto il mondo hanno in comune la stessa guida cartacea della LONELY PLANET o al limite qualche imitazione nazionale della stessa. Questa guida ha molti pregi perchè contiene importanti informazioni pratiche (luoghi di interesse, trasporti/accomodation/..) ma genera un circuito turistico tale da farti continuamente ritrovare le stesse persone. Il ché per certi versi è simpatico ma per altri toglie qualcosa all'unicità della tua esperienza e, a tratti, mi fa sentire manipolata. Senza guida però si rischia di perdere tempo e occasioni.
Per il sud dell'India abbiamo comprato una ROUTARD, guida francese simile alla Lonely, più scarna ma più enfatica, trovata di seconda mano, del 2012, per l'equivalente di 7€. Le guide della Lonely sono costosissime: nuove superano i 30€!


JODPUR, LA CITTA' BLU.

Tutta notte fino all'alba sono proseguiti i botti, incessanti e sovrapposti, potentissimi.
Jodpur è una bella cittadina vivace, la città vecchia ha strade strette che non permettono ai carri trainati dai cammelli di veicolare quindi gli autorosciò e le moto si disputano a suon di clacson il poco spazio a disposizione. Per i pedoni è un problema fare anche pochi metri. Per fortuna però oggi è una giornata di riposo quasi per tutti e quindi abbiamo potuto goderci la passeggiata fino al forte. Bello, raffinato e a tratti kitch (tratti tipici dell'architettura rajasthana) veglia imponente sulla città color indaco. Jodpur ha da sempre visto le case dei brahamini (la casta degli addetti al culto, i sacerdoti) colorati di questo bellissimo blu ma più recentemente a tutti è stata data l'opportunità di questo colore che pare mantenga la casa più fresca e tenga alla larga gli insetti. Il risultato è che la città è davvero parecchio blu! Lo si nota soprattutto guardandola dall'alto della fortezza o di una terrazza.
Sono passate le 7 di sera e i fuochi d'artificio sono ricominciati già da quasi un'ora, con il calar del sole. Ancora una volta, diversamente da quello che ci si aspetterebbe, in India non c'è pace!




martedì 13 novembre 2012

DIWALI

Domani, 14 novembre, è DIWALI, una delle feste più sentite di tutta l'India. E' un po' come il nostro Natale: gli studenti stanno a casa da scuola per un periodo, ci si scambiano regali e ogni strada è piena di luci! Le luci si dice portino denaro! Pare che le luminarie di Jaipur qui in Rajisthan siano imbattibili e infatti già una settimana fa assistavamo all'allestimento di straordinarie e altissime impalcature lungo le case e agli incroci delle strade. Oltre che per le luci le impalcature, costruite con lunghissimi pali di bambù, servono per i restauri delle case che per il Divali devono essere belle e pulite.
Noi però siamo a Jodpur, siamo arrivati nel pomeriggio con un treno locale che - è vero che abbiamo pagato solo 80 cents di euro - ma ha impiegato ben 7 ore anziché le 5 del treno espresso che arriva in tarda serata.
Abbiamo cenato sulla splendida terrazza del roof-top dell' HOTEL HAVELI e da lì abbiamo goduto lo spettacolo dei fuochi di artificio sulla città avendo come sfondo la fortezza più imponente che abbia mai vista. Tornare a casa è stato un po' difficoltoso visto che tutti erano alle prese con i petardi e i festeggiamenti. Ora è quasi mezzanotte, i botti non sembrano voler cessare (sembra di essere in guerra!) temo che, nonostante avessimo accuratamente scelto un quartiere tranquillo e una guest house dignitosa, anche stanotte si fatichi a dormire!




lunedì 12 novembre 2012

TRADIZIONI CULINARIE A CONFRONTO

Siamo rimasti 3 giorni a Jaisalmer, la più bella cittadina del Rajasthan, e saremmo rimasti di più se la pigrizia non ci avesse impedito di trasferirci in una guest-house migliore! Questo FORT VIEW è decisamente squallido e anche la sua ottima posizione all'ingresso del forte diventa uno svantaggio la sera e la notte, quando i clacson dei risciò diventano insopportabili!
Se volessi fermarmi a vivere qui saprei già che lavoro potrei fare: consulente di cucina italiana! I più audaci dei ristoranti locali hanno nel loro menù dei piatti di pasta e pizza e diversi di loro ostentano nel nome la provenienza italiana: 'Little Italy', 'Ristorante Italiano', 'Italy Family Om' per citarne alcuni. L'altro giorno sono stata fermata per strada da un ragazzo che aveva capito che ero italiana e che quindi mi ha chiesto se potevo insegnargli a fare le lasagne. Vegetariane. Devo aprire una parentesi e segnalare che il Rajasthan è quasi totalmente vegetariano e addirittura a Jaipur un ristorante invita a diffidare di coloro che mangiano animali morti! Anche noi da quando siamo qui la carne non l'abbiamo quasi mai mangiata perché tutti i ristoranti sono vegetariani. I menu propongono verdure, cereali e legumi di ogni sorta spesso presentati in 'thali' ossia piatti misti con varie pietanze e riso o chapati (il pane più basico).
Tornando alle lasagne vegetariane, io che non so fare nemmeno quelle tipiche di carne, piacendomi tantissimo la situazione, mi sono presentata al ristoratore il giorno successivo, dopo aver imparato a memoria una ricetta scaricata da internet! Siamo stati accolti con un gran bel sorriso io e Mauri e, dopo aver visitato la cucina, abbiamo trascorso un paio d'ore piacevolissime sulla terrazza del ristorante a parlare della tecnica di preparazione della besciamella e dell'importanza della giusta salatura delle verdure, sorseggiando té e dando il nostro parere sul ragù preparato per condire la pasta e l'olio di oliva in dotazione (pessimo!).
Una curiosità: il ragazzo in questione è un brahamino, non può mangiare né carne né aglio né cipolla però, mentre queste ultime le può cucinare per gli altri, la carne non può nemmeno vederla.


domenica 11 novembre 2012

JAISALMER

Siamo seduti nella terrazza-ristorante dell' hotel FRONT VIEW di Jaisalmer. Di fronte a noi, a pochi metri ma altissimo, si staglia il Forte che ingloba la cittá vecchia, ultimo baluardo nel deserto del Thar. La vista è mozzafiato!
L'hotel è decisamente scalcinato ma per 400 rupie (6€) è ok. Ha anche uno splendido finestrone sul forte e ben 2 letti matrimoniali più un giaciglio per poter stare alla finestra!

Ora invece siamo sulla terrazza di un ristorante italiano appena dentro le mura del forte! Dicono si mangi bene. Intanto il posto è strepitoso!! Siamo seduti su cuscini davanti a un tavolino basso, all'indiana, ad ammirare la fortezza veramente stupenda! Da un ristorante vicino arrivano le note di una struggente canzone ritmata dai tamburi del deserto. Jaisalmer è decisamente il posto più turistico finora incontrato ma anche il più bello e accogliente! Domani cominceremo la visita ma oggi ci siamo già resi conto della raffinatezza del luogo. Proprio qui in mezzo al deserto la pietra tenera e color ocra con cui tutta la città vecchia è costruita è intarsiata come fosse legno! Ogni edificio è una meraviglia! il tempio giainista è incredibile! Inoltre In questi giorni la cittå è un set cinematografico per una pellicola bolliwoodiana. C'è eccitazione tra abitanti e negozianti!
Per rilassarci io e Mauri ci siamo messi nelle mani di un'estetista che ci ha sistemato le sopraccigliia con il metodo del filo.
Nel frattempo abbiamo terminato di cenare e siamo molto soddisfatti della buona mangiata: i gusti non proprio italiani ma decisamente buoni. Ci hanno detto che hanno comprato una costosissima macchina per il caffé: domattina faremo colazione qui!


sabato 10 novembre 2012

SPAZZATURA

Stamattina ho chiesto al gentilissimo gestore della semplice ma confortevole VINAYAK GUEST HOUSE di Bikaner (che tra l'altro si è alzato all'alba per assicurarsi che il nostro autorisciò per la stazione stesse arrivando) come mai la strada di fronte alla guest house fosse pulita, per verificare se esiste nella città un qualche sistema di raccolta rifiuti. Lui mi ha risposto di no poi però ha aggiunto che qualcuno è pagato per pulire quella strada raccogliendo i rifiuti in un angolo che poi qualcun altro dovrebbe portare fuori città. Dice che è un sistema che non funziona (e si vede e si sente!). Allora gli ho chiesto se la gente non si lamenta e lui mi ha risposto che gli indiani non si lamentano mai!
In questi giorni abbiamo notato come gli abitanti del posto nutrino le mucche con i loro rifiuti organici e abbiamo visto mucche mangiare cartoni quindi indicandone una che transitava nella strada gli ho chiesto se quell'animale onnipresente fosse davvero utile allo smaltimento dei rifiuti. Allora Mr Gitu mi ha raccontato che qualche tempo prima aveva aiutato un amico a squartare (non so per quale motivo) una vacca morta che conteneva 20kg di plastica!




venerdì 9 novembre 2012

KARNI MATA TEMPLE - RAT'S TEMPLE - ILTEMPIO DEI RATTI

KARNI MATA TEMPLE, il tempio dei ratti.
Gli indiani venerano o rispettano ogni animale perchè vedono al di là di esso e, un po' come William Blake, il poeta visionario, considerano il mondo visibile come emanazione del divino.
Al Karni Mata Temple si arriva in mezz'ora di autobus da Bikaner e la prima impressione di stupore l'abbiamo avuta nel vedere le dimensioni enormi di questo tempio dedicato ai topi: addirittura fortificato! L'interno contiene qualche tempietto non proprio degno di nota ed è pieno di topolini neri, lunghi un palmo, che scodinzolano tra i piedi dei visitatori o verso i tempietti dove si raccoglie il cibo che viene loro portato dalla gente che li venera. I topi infatti sarebbero la reincarnazione dei membri della famiglia di Karni Mata, una incarnazione del dio Durga.
La visione di questa moltitudine di roditori non ci è stata molto gradita anche poiché abbiamo dovuto lasciare le nostre scarpe all'ingresso... Siamo stati però premiati per il nostro 'stomaco' e coraggio perché abbiamo visto forse l'unico topo bianco del tempio che si dice porti fortuna!

TEMPIO GIAINISTA
Bello il tempo giainista di Bikaner che si erge tutto bianco 5 piani sopra la città!
I giainisti tendono verso la purificazione dell'anima e cercano di liberarla dalla pesantezza causata dalle azioni quotidiane (karman) attraverso il digiuno e la meditazione. I piú convinti vivono nudi e possiedono solo una scopa (per spazzare dove camminano in modo da non calpestare nessun essere vivente) e un fazzoletto da tenere sulla bocca per non ingerire accidentalmente degli insetti!



giovedì 8 novembre 2012

VERSO BIKENAR

Dopo aver visitato le splendide havela di MANDAWA e avere rafforzato l'amicizia con Madhur avendo visitato l'hotel dove lavora come secondo cuoco (alla fine ci ha invitato al suo matrimonio tra due anni e dice che si sposerà in agosto in modo da favorirci), siamo partiti alla volta di BIKANER, una cittadina non molto turistica sulla via di Jasalmer, vicino al deserto. In tre ore e trenta di autobus siamo arrivati a destinazione. La guida sconsiglia di viaggiare con autobus locali perchè troppo affollati ma noi, da quel lato, ci siamo trovati piuttosto bene grazie alla gentilezza dei passeggeri. Stamattina, per esempio, nonostante siamo saliti che c'era già gente in piedi, un uomo mi ha prontamente ceduto il suo posto e il bigliettaio ha invitato un secondo passeggero ad alzarsi per far posto a Mauri! L'aspetto meno piacevole di un viaggio in un bus locale è il rischio che si corre di fare un incidente, soprattutto quando le strade non sono asfaltate e piene di buchi o di dossi e l'autista è invasato e competitivo. Nonostante il viaggio di oggi sia stato tranquillo, soprattutto grazie alle belle strade asfaltate, nei prossimi giorni cercheremo di viaggiare prevalentemente in treno.

Bikaner ci ha accolto molto bene! E'incredibile come i marciapiedi abbiano il potere di trasformare una città da miserabile (perché purtroppo è così che appaiono molte città indiane) a esteticamente gradevole! E' l'impressione che mi aveva fatto tanti anni fa il poverissimo Laos in cui il retaggio francese è evidente proprio nella presenza di marciapiedi che da nessuna parte come in questi paesi asiatici è così utile alla povera gente, che siede e vende o vive ai bordi della strada.

Bikaner ha uno splendido forte riccamente decorato a cui abbiamo dedicato buona parte del nostro pomeriggio. Poi abbiamo fatto un giro per la città vecchia (senza marciapiedi!) e ci siamo tuffati nello stupefacente caos indiano di clackson, autorisciò, persone, mucche e cammelli.

Domani andiamo a visitare il tempio dei ratti.






martedì 6 novembre 2012

SHEKHAWATI

Eravamo indecisi se visitare questa regione a nord di Jaipur poiché la guida (che se potessi getterei dal balcone) non la descrive con toni particolarmente entusiastici e, forse proprio per questo, lo Shekhawati ci ha piacevolmente sorpreso. Dopo 3.30 di autobus attraverso una campagna per lo più arida e lungo nuove strade in costruzione, siamo approdati a Nawalgarh, un'anonima cittadina consigliata dalla Lonely Planet da cui siamo prontamente ripartiti pigliando al volo un'autorisciò già pieno di gente: per far posto a noi e ai nostri zaini, un uomo si è sistemato sul davanti sedendosi letteralmente in braccio al conducente, alla fine sull'apecar eravamo in 8 persone + due zaini! Con l'aiuto di Madhur (finalmente un nome facile da ricordare!) siamo risaliti sul pullman e partiti per quella che doveva essere la nostra tappa di domani: MAHANSAR. Che bella che doveva essere stata Mahansar quando le sue havelas erano nel loro splendore! Oggi è un fatiscente villaggio color ocra fatto di splendide abitazioni sfiorite ma che conservano intatto un fascino molto inteso. Perdersi tra le sue viuzze poco trafficate e rubare frammenti di vita con l'obiettivo della nostra Olympus è stato un  vero piacere.


Stamattina ci è dispiaciuto molto lasciare l'ottima guest house Karni Newa di Jaipur ma questo Shekhawati Hotel ci ha accolto abbastanza bene. Si tratta di un palazzo con tutti i muri dipinti con affreschi coloratissimi: le pareti esterne, quelle della reception, dei corridoi e anche quelle della nostra camera! Ci costa 100 rupie in meno del precedente (700 = 10€) ma il servizio è decisamente inferiore nel senso che qui ti pressano un po' per farti consumare i pasti presso di loro o per conoscere le tue intenzioni di visita e di permanenza. Per assicurarsi che avremmo mangiato da loro, per esempio, ci hanno fatto ordinare la cena al nostro arrivo. Ma domani non ci caschiamo anche perché non abbiamo mangiato affatto bene! Andremo a far visita al nostro amico Madhur che lavora come cuoco in un hotel di lusso fuori dal villaggio e magari faremo uno strappo alla regola e ci tratteremo da maharajà!

lunedì 5 novembre 2012

ZANZARE E MALARIA: PRECAUZIONI

Oggi sono stata punta da una zanzara. Malgrado tutte le attenzioni e gli accorgimenti del caso, una fottuta zanzara è riuscita a trovare un angolino della pelle che non era stato protetto. La malaria è diffusa in tutta l'India ma la profilassi non ci è stata consigliata. Siamo partiti con due confezioni di MALARONE da usare in caso in febbre, in via cautelare, e ci siamo muniti di tutti glii antizanzare esistenti. Abbiamo uno spray per i vestiti, uno spray per il corpo contro le zanzare esotiche, una crema per il viso, zampironi e pastiglie per gli ambienti e una zanzariera montata sul letto. Si vede che lo spray per gli indumenti non funziona poi così bene (dovrebbe resistere a tre lavaggi) oppure non era stato distribuito bene, fatto sta che una zanzara mi ha punto sulla schiena, oltrepassando la maglietta (sottilissima) che indossavo. Vabbhè, teniamo le dita incrociate! Indosso un ciondolo del dio elefante, Ganesh, che dovrebbe portare fortuna! Poi le zanzare della malaria sono quelle della sera! Tra l'altro la gente del posto non si preoccupa affatto e quando ho chiesto informazioni a proposito mi hanno risposto che a Jaipur la malaria non è diffusa o che comunque quando c'è un'epidemia in atto i cittadini vengono informati.
Oggi eravamo un po' stanchi e abbiamo visitato svogliatamente un paio di musei (l'Albert Hall e l'osservatorio), non proprio entusiasmanti, ma una cosa carina è successa: mi sono liberata di un bel po' di capelli mettendomi nelle mani di un esperto barbiere!!!  Avrò meno da tribolare nei prossimi mesi!
Mi meraviglio ogni volta di come funzioni bene il collegamento (gratuito) skype tra questo iphone da cui scrivo e il computer di mia sorella da cui anche oggi ho comunicato e rassicurato la mia cara mamma sempre in pena e ho aiutato la mia nipotina nello svolgimento dei compiti di francese!
Tutto ciò è possibile grazie all'acquisto di una sim locale (10rupie, 15centesimi di euro) più una ricarica internet 1G per un mese (250 rupie).

domenica 4 novembre 2012

CONTRASTI

E' davvero difficile riuscire a conciliare le bellezze soppraffine, il gusto estetico squisito di capolavori architettonici assolutamente unici con le fogne a cielo aperto o i rifiuti sparpagliati ovunque. Oggi abbiamo visitato l'Amber Fort, residenza estiva dei maharaja, che domina la splendida città di Amber stretta tra le colline a ovest di Jaipur. Il palazzo è strutturato in modo labirintico con lunghissimi e strettissimi corridoi e passaggi segreti così da permettere alle concubine di non essere viste nei loro spostamenti e al sultano di poterle visitare in sordina. A parte la struttura architettonica tutta merlata, l'interno è decisamente scarno ad eccezione di una sala ornata da piccoli specchi e vetrini, anche a soffitto, davvero strepitosa!!! Ma la cosa più bella e incredibile della giornata è stata l'Hawa Mahal. il palazzo dei venti di Jaipur costruito affinché le donne potessero essere partecipi della vita della città guardando senza essere viste: cinque piani di pareti a nido d'ape sovrapposte da cupole multiformi, di una bellezza...femminile!


sabato 3 novembre 2012

JAIPUR

Caotica Jaipur! Le aspettative che ci proiettavano nel rosa, il colore del 'benvenuto', tra colori sgargianti e giardini pensili si è smaterializzata tra la polvere della strada, alzata dal sorprendente numero di veicoli che si affollano lungo Mi Road, la via centrale, quella dei negozi delle grandi firme che porta ai tre ingressi dell' Old City, quella sì rosata. La città vecchia è un quadrilatero piuttosto esteso pieno di bazar e laboratori artigianali dove si producono stampi in legno, si lavorano il marmo e la pietra e si mercanteggiano pietre dure e tessuti. Al suo interno ospita edifici di un certo pregio patrimonio dei maharajà che si sono succeduti nella città.
Il Rajasthan è terra dei Rajput, popolo guerriero figlio della luna del sole e del fuoco, coraggiosi e fieri a tal punto da non poter accettare di essere soggiogati e preferire invece lo jauhar, il suicidio di massa affrontando il nemico in abiti color zafferano.  Quando sono arrivati gli inglesi hanno preferito scendere a patti con loro per poter continuare a godere dei propri privilegi, incuranti del popolo che viveva in condizioni estreme. Tuttora il tasso di alfabetizzazione è solo del 65%, al di sotto della media nazionale.

venerdì 2 novembre 2012

VERSO IL RAJASTHAN

Siamo sul treno verso Jaipur, la città rosa capitale del Rajasthan, lo stato più colorato dell'india, si dice. Ci resteremo fino al Camel Fair che si svolge dal 18 al 28 novembre.
Qui in India sono ora le 13.10 mentre in Italia sono le 8.40: 4.30 di differenza! Buffa questa mezza ora... Altra cosa buffa sono gli uomini anziani che si tingono i capelli bianchi con l'henna - a volte anche la barba - diventando color  carota! Credevo fossero mossi da un qualche motivo religioso invece ho saputo che è una mera questione estetica: vogliono apparire più belli!
E sono belli davvero questi uomini alti magri, tutto nervo e con uno sguardo buono e fiero avvolti spesso in tuniche e pantaloni bianchi. Sanno di antico! Anche il signore anziano di fianco a me che parla un ottimo inglese e veste elegante all'europea  ha un aspetto gentile e nobile ma, assecondando le usanze locali, scatarra tranquillamente fuori dal finestrino.
Fuori dal treno, scorre una campagna arida sebbene molto coltivata, punteggiata da alberi  e palme e da villaggi in mattoni rossi o colorati di azzurro e viola. Siamo seduti molto comodamente in una carrozza economica senza aria condizionata dove volendo possiamo sdraiarci e dormire. Non fa caldo, il clima è ideale nonostante una leggera foschia che crea un'atmosfera un po' irreale, da limbo dantesco. Che il Rajisthan sia paradisiaco?

giovedì 1 novembre 2012

AGRA

Girare per Agra a piedi é senz'altro più pericoloso che muoversi con un mezzo di trasporto locale. Attraversare le strade seppure non larghe nel caos generale di autobus, automobili (rarissime), auto     (pr otó) a tre ruote, risció, moto, mucche e carri vari richiede una maestria particolare. Fortuna che l'esperienza ad Hanoi in Vietnam ci ha insegnato il metodo: occorre buttarsi nel mezzo e raggiungere lentamente l'altro lato. Sarà compito dei vari veicoli evitarti!
Per non rischiare troppo comunque preferiamo ricorrere al mezzodi trasporto più idoneo secondo la distanza che dobbiamo percorrere: treno o pulmann per le lunghe distanze, auto per quelle medie fino a circa 15km e risciò (carretto trainato da una bici) per le distanze fino a max 5km.

Oggi siamo andati a visitare la città abbandonata di FATEHPUR SIKRI a 40km da Agra, in autobus. Certo non bisogna avere fretta perchè gli autobus partono quando sono pieni, e non bisogna avere problemi di udito o di mal di testa perché é suonando il clackson  che si fanno strada tra gli altri veicoli, rallentando solo davanti alle mucche che hanno priorità assoluta.
Il sito è molto grande e bello, a tratti spettacolare come incredibile è il fatto che sia stato capitale dell'impero moghul grazie all'avverarsi della profezia di un sufi di Sicri che prometteva un figlio maschio al sultano Akbar. Ma quel periodo di gloria durò solo 14 anni perché nel 1585 lacittà é stata abbandonata per carenza d'acqua.