domenica 23 dicembre 2012

UN ASHRAM TIRA L'ALTRO: 'AMMA', MATA AMRITANANDAMAYIMATH'

La nostra esperienza di ricerca spirituale continua! Eravamo in procinto di partire per VARKALA BEACH quando l'incontro con Domenico Cincilipini, 87enne italoamericano ospite dell'ashram, ci ha fatto cambiare idea.
Ci aveva già parlato di AMMA un altro distinto signore indiano incontrato in treno, dirigente ministeriale, il quale ci aveva consigliato di beneficiare di un abbraccio della santa madre visto che eravamo così vicini al suo ashram. Tale signore, grazie al suo ottimo inglese e alla sua disponibilità, mi aveva già prima ispirato una domanda a proposito degli eventi di cui sto leggendo in 'Autobiography of a Yogi' (materializzazioni, visualizzazioni, veggenze,...), gli ho cioè chiesto se tali episodi nella vita di un guru vanno presi alla lettera, se possono succedere realmente oppure hanno un significato simbolico. Il signore in questione così mi ha risposto: 'Ho letto quel libro e non ci sono dubbi: ogni parola scritta in esso è vera.'
Tornando all'italoamericano (scienziato del team che ha lavorato alla prima spedizione sulla luna, quella dell'Apollo 13!!!!) ebbene anche lui ci ha spinto tra le braccia di Amma! 'Se il caso ci ha fatti incontrare è forse proprio perché dovete andare da Amma!' e inevitabilmente queste parole ci hanno convinto a modificare il nostro, peraltro elastico, itinerario di viaggio.

L'ashram di Amma (il cui vero nome è Mata Amritanandamayi Math) si trova ad Amritapuri, non lontano da Varkala, ma ci sono volute 5 ore di bus dal Sivananda (per un totale di circa un centinaio di km) di cui l'ultima mezzoretta lungo il mare attraverso incantevoli villaggi di pescatori.
Amma si definisce una ricercatrice spirituale che consiglia la moderazione, 'la via di mezzo', l'equilibrio, l'autodisciplina e scoraggia le privazioni e le penitenze. La santa madre, quando è nell'ashram (perché è spesso in tour, tra l'altro era a Milano in novembre) sta seduta su un palcoscenico e dà il darshan (il suo energico abbraccio) tutti i mercoledi, giovedì, sabato e domenica, dalle 11 anche fino a mezzanotte senza alzarsi dalla sedia, né per mangiare né per andare in bagno. I suoi abbracci sono ripresi da una videocamera e proiettati su grandi schermi di fronte ad una platea di pellegrini che hanno già ricevuto o sono in attesa di ricevere il darshan (si prende un numero poi si aspetta il proprio turno).
L'ashram è pieno di edifici per accogliere e far star bene i pellegrini e, pur non essendo curato come il Sivananda, per 250 rupie a testa offre l'opportunità di soggiornare in appartamento e mangiare indiano 3 volte al giorno, mentre a pagamento si può mangiare occidentale e bere ottimi succhi e frappé e persino un buon espresso!
Noi abbiamo avuto un appartamento nuovo di zecca, con pavimento con piastrelle bianche e lucide e due materassini di gomma sopra, su cui abbiamo posato il nostro tappetino da yoga e il sacco a pelo. Poi siamo usciti per la cena (hamburger e patatine fritte! Il riso ci esce dalle orecchie!) e per abbracciare Amma.
Mauri aveva una strana agitazione al petto e gli batteva forte il cuore mentre io mi sentivo molto normale e a mio agio sul palco, distratta dalla gestione in due file dei pellegrini, con uomini preposti a spingerci gentilmente e a farci inginocchiare davanti ad Amma - che sta seduta su una sedia - al fine di ottimizzare il darsham e di non perdere nemmeno un secondo del tempo prezioso della santa!
Quando sono stata abbracciata da Amma ero ancora distratta - e questa volta dalle sue incomprensibili parole - e forse per questo non ho potuto percepire nessuna energia particolare ma mi sono sentita meglio quando una ragazza toscana, Elena, che sta qui dalla santa per due mesi e spera di seguirla anche in tour, mi ha aiutato a decifrare le parole di Amma ('mia cara figlia', parole che dice a tutti) e mi ha detto che tante persone realizzano la portata dell'accaduto solo in un secondo momento!






giovedì 20 dicembre 2012

HARI KRISHNA HARI HARI

La giornata trascorre veloce all'asram con tutte le attivitá che si svolgono a ritmo serrato. Le lezioni teoriche sono spesso interessanti ma è anche bello trascorrere un paio di ore a chiacchierare con i nuovi amici e a bere squisiti frullati di frutta fresca all' HEALTHY HAT, il barettino wow dell'Ashram.
Molte delle attivitá si svolgono in silenzio: si sta mezz'ora in silenzio prima dei canti, si mangia in silenzio e si fanno passeggiate silenziose fino al lago. Com'è stato bello vedere l'alba sul lago il nostro primo giorno nell'ashram! La natura lussureggiante circonda tanti piccoli laghetti, nati dalla confluenza di quattro fiumi strozzati da una diga, e il posto si chiama infatti NEYYAR DAM (dam=diga). L'ashram è posto sul lato di un lago, di fronte al LION SAFARI PARK dove elefanti e leoni sono tenuti in cattività. Passeggiare fuori dall'ashram significa godere della natura e della vita del piccolo villaggio disseminato lungo i laghetti: scambiare due chiacchiere con i bambini, ricambiare i sorrisi delle donne, bere un chai al piccolo bar sul lago. Abbiamo avuto anche la fortuna di vedere fare la gomma che, dopo essere stata raccolta dagli alberi della gomma, viene diluita con un po' di acqua e di acido e poi riposta dentro teglie da lasagne dove nel giro di una giornata si indurisce e può infine essere 'stirata' con delle macchine tipo le nostre per tirare la pasta-fatta-in-casa ma giganti. Le pezze di gomma così ottenute vengono essicate e poi vendute per fare pneumatici per le ruote.

All'ashram si paga pochissimo, 500rupie (8€) per un letto in camerata (poco più per dormire in doppia), due pasti al giorno (il cibo è indiano di qualità eccellente), té, tisane, dolci e frutta più 5 ore al giorno di yoga impartite da insegnanti molto competenti, davvero bravissimi. Tutto sommato le 3 ore di canti di devozione a tutti gli dei e i santi del mondo (tra cui anche Gesù Cristo - perché 'i nomi sono tanti ma Dio è uno solo') si farebbero anche volentieri se non togliessero delle ore al sonno. Infatti è difficile addormentarsi prima delle 11 e la mattina la prima sveglia è alle 5.10.
Il risultato è che i primi giorni ti ci diverti poi, se nel frattempo non ricevi l'illuminazione, dopo il quarto o quinto giorno quando l'allenamento si fa sentire, inizi ad inventarti qualche scusa per poter saltare il chanting della mattina o quello della sera. Comunque l'atmosfera è bella e rilassata: tutti sono felici di essere qui. La maggior parte delle persone sono qui da sole, molte bellissime ragazze alte e bionde, giovanissime, americane, inglesi, tedesche, si fanno l'India da sole. Ci sono anche delle italiane sole ma meno giovani (sui trenta e passa) e meno bionde! Tanti sono alla loro prima esperienza con lo yoga ma il gruppo dei beginners è adatto anche a coloro che lo praticano da anni, pur esistendo un corso per intermedi. In entrambi i livelli si praticano con estrema accuratezza le 12 asana di base e le varie tecniche di respirazione e di rilassamento.
A volte, mentre facciamo yoga o osserviamo la mezz'ora di silenzio nel grande tempio dedicato a Shiva, risuonano potenti ed inquietanti boati di bestie che credevo provenissero da qualche stalla vicina, poi ho scoperto che sono i ruggiti dei leoni del safari park.







domenica 16 dicembre 2012

SIVANANDA ASHRAM YOGA

Questo ashram è stato fondato da Vishnu Devananda il guru che nei primi anni '80 ha sorvolato Berlino e dall' aereo ha gettato rose sul muro, in segno di pace. Siamo venuti qui con molta curiosità e per la buona fama di cui gode la sua scuola di sivananda yoga. Abbiamo intenzione di fermarci una settimana.
Well... Indescrivibile a parole. Uno di quei posti fuori dal mondo che può essere uguale anche in America. Uno di quei posti che vivi bene anche se non sai che esiste ma nel momento che lo conosci ti si apre un mondo. Sì perché c'è molta gente che trascorre in posti così dei periodi dell'anno, anche mesi, anche di studio. Corsi di yoga, TTC (per insegnanti di yoga), di medicina ayurvedica, trattamenti ayurvedici, juice fasting (una sorta di trattamento depurativo/dimagrante). C'é gente che li frequenta da anni nelle pause di lavoro, che viaggia da un continente all'altro solo per entrare in un ashram. C'è chi è stato qui 2 o 3 volte e che non ha mai visto quello che c'è fuori da qui.

Siamo arrivati sul finire del pomeriggio dopo un tragitto di 5 ore con il treno e due pullman, attraverso un paesaggio quasi prettamente di palme, banani e risaie. L'ultimo tratto in salita lungo una stradina asfaltata in mezzo alla giungla l'abbiamo fatto in autorisciò. Scendiamo davanti ad un grandioso ingresso di legno in stile pagoda e saliamo dei gradini che ci introducono all'intermo di un magnifico giardino tropicale curatissimo con aiuole di palme e magnolie contornate da siepi appena potate. Alla Reception c'è la coda per il check in: gente da tutto il mondo ma soprattutto tanto inglesi di Londra. Non c'è stato bisogno di prenotare perché un posto nel dormitorio si trova sempre. Io e Mauri ci dividiamo, lui con i maschi io con le femmine. Dentro ci sono anche camere doppie, belle e meno belle ma 4 settimane fa quando ho chiamato erano tutte piene. Il dormitorio è decoroso, anche abbastanza pulito, pieno di gente di tutte le età. C'è una signora svedese che vive in Canada che avrà almeno 65 anni e ci sono ventenni che, come noi, hanno fatto dell'ashram una tappa del loro lungo viaggio. Tanti sono insegnanti di yoga che magari hanno fatto il corso per abilitarsi qui anni fa, tanti sono alla loro seconda, terza visita. Si dice che anche Tiziano Terzani sia stato qui.
Al Sivananda si viene soprattutto per fare yoga poi, giá che ci si è, si fanno massaggi o trattamenti vari. Per potersi fermare in questo ashram occorre impegnarsi a frequentare tutte le attività giornaliere proposte dall'ashram:
- ore 5.30 sveglia
- ore 6 - 7.30 satsang: canti, mantra, hari chrishna hari hari, ecc
- ore 7.30 tea time
- ore 8 - 10 yoga
- ore 10. 20 brunch
- ore 11 - 12 carma yoga: si lavora per la comunità
- ore 12.30 - 13.30 yoga individuale con maestro a disposizione per aiuti
- ore 13.30 tisana con frutta
- ore 14 - 15.30 lezione teorica (facoltativa?)
- ore 15.30 - 17.30 yoga
- ore 18 cena
- ore 20 - 21.30 canti e mantra
- ore 22 si spengono le luci

Ci sembra di essere su un set cinematografico dove ognuno ha una parte assegnata e si muove al ritmo prefissato, in modo corale ma al contempo, grazie al carma yoga, al servizio degli altri. C'é chi prepara i tappetini con libri e percussioni per il canto, chi serve i pasti, chi il té, chi fa i turni in biblioteca, chi nel negozio, chi trasporta la legna per le cucine, chi fa le pulizie. Io ho dato la mia disponibilità per queste ultime perché il turno di lavoro, dalle 11 alle 12, è quello che preferisco e perché credo di poter dare un buon apporto alla pulizia del dormitorio.
L'esperienza appare interessantissima, le lezioni di yoga sono condotte in modo ineccepibile (un insegnante dirige e altri due insegnanti correggono le posture) e sono tanto gustose quanto tediosi sono i canti e le preghiere, anche se sia io che Mauri cerchiamo di divertirci partecipando attivamente al cerimoniale, cantando in sanscrito (si legge come si scrive) e suonando i cimbali e i tamburelli!
Hari hari chrishna hari hari! (to be continued)











sabato 15 dicembre 2012

LA DOLCE VITA DI FORT COCHI

Se non fosse stato per quel po' di ansia indotta dalla 'pazza delle Backwater' la giornata trascorsa a Fort Cochi sarebbe stata perfetta! La cittadina è veramente carina ed ospita locali dove bere e mangiare veramente degni di nota. La cosa migliore per assaporare a fondo l'atmosfera della città è trovarsi un hotel qui, e ce ne sono tanti, e poi trascorrere le giornate tra un negozio e un caffé, visto che a Cochi non c'è molto da visitare, non c'è nemmeno il forte! Siamo entrati in una vecchia chiesa anglicana con uno spettacolare ventaglio che una volta veniva azionato tirando una corda dall'esterno della chiesa; abbiamo assistito alla pesca tramite le enormi e pittoresche 'reti cinesi'; siamo stati al lavatoio pubblico dove ancora tutto si lava a mano, anche la biancheria degli hotel; e abbiamo visto seccare e purificare il ginger al bazar delle spezie. Ma la cosa che più ci è piaciuta è stata trascorrere del tempo negli artistici locali della città concedendoci grosse fette di pane nero imburrate con deliziose omlette al formaggio e favolosi piatti di frutta fresca accompagnati da succosi e nutrienti succhi di puro ananas. Ma anche i caffé e le tisane non sono stati male e il tutto tra opere d'arte pittoriche, scultoriche e installazioni di giovani artisti. Peccato che il pensiero delle cimici e delle cicatrici vita natural durante tornava spesso a farmi visita anche perché di pizzicate lungo braccia e gambe ne ho contate una trentina. Devo ammettere che anche nei giorni precedenti non ero poi così tranquilla di fronte a tutte quelle pizzicate di zanzara (conseguite secondo me nell'arco di una serata al ristorante italiano sul mare di Patnem), anche perché quest'anno i casi di malaria a Goa sono aumentati quindi, per seguire il consiglio della pazza, verso sera, prima di tornare in hotel, siamo passati dall'ospedale di Ernakulam dove Europe Assistance mi aveva prenotato un appuntamento con un dermatologo. Non avrei mai pensato di trovare tanta efficienza, disponibilità (anche perché nessuno era al corrente del mio arrivo) e competenza in un ospedale enorme e accogliente come i nostri. Il medico che mi ha visitato non ha avuto dubbi: bedbugs! Adesso mi sto curando e incrocio le dita per non avere le cicatrici. Inoltre domani cambiamo ancora letto e le cimici dovrebbero abbandonarmi del tutto: domenica 16 dicembre inizierà la nostra settimana di ritiro spirituale presso il SIVANANDA ASHRAM YOGA di Newyy Dam, Trivandrum, Kerala.

venerdì 14 dicembre 2012

BACKWATERS

Che intensi aromi ci sono in Kerala! La corteccia masticabile della cannella, le foglie di lime, di basilico, di origano, i grappoli di pepe, le radici di zenzero, le noci moscate si propagano lungo le sponde dei tanti canali artificiali che intersecano l'estuario dei diversi fiumi che sfociano nell'Arabian Sea: le cosiddette BACKWATERS.
Scivoliamo lungo queste acque calme sopra imbarcazioni spinte con una lunga canna di bambù, per l'intera giornata, in silenzio.
Ogni tanto ci fermiamo per un breve giro sulla terraferma. Ci muoviamo tra palme e banani alla ricerca di qualche pianta, frutto o foglia da annusare. La nostra guida ci conduce anche dove, dal guscio fibroso della noce di cocco, le donne che vivono sul fiume, filandolo, ricavano la corda di cocco. Lo zerbino della mia casa di Reggio Emilia è fatto proprio di corda di cocco!
Poi ci fermiamo dove fanno il cemento con le conchiglie e mi sembra di essere a Coral Beach in Australia per la montagna di gusci madreperlati su cui posiamo i nostri piedi!
Facciamo amicizia con un giovane di Melbourne in pausa universitaria e un ragazzo londinese e, durante in pranzo, ci uniamo a due signore italiane belle ed eleganti nelle loro lunghe casacche bianche, insegnanti di psicologia all'Università di Bologna. C'è anche un'altra mezza italiana che vive in Svizzera nel gruppo delle 'psicologhe' - pazza secondo loro - che ci parla del suo amore per l'India dove ha trascorso 6 anni con il marito indiano, e di quanto ha nostalgia della spiritualità di questo paese. Spiritualità profusa in ogni atto quotidiano e che ritrova anche nella foglia di banano su cui ci servono il riso, che mangia avidamente servendosi con il pugno semichiuso della mano, sporcandosi tutto il viso. E' pazza é pazza, gesticolano le psicologhe battendosi l'indice contro la tempia mentre la signora mezza italiana mezza rumena ci parla delle sue visioni e della sua capacità di sentire e vedere il futuro, anche quello degli altri.
Se inizialmente sono stata un po' attratta da questa inquietante personalità (che mi ricorda Paramhansa Yogananda, lo yogi di cui sto leggendo l'autobiografia) quelle parole mi hanno messo paura. Non esito a dirglielo e a salutarla ma purtroppo le lascio il tempo di dirmi di avere cura di me perché quelle che ho sulle gambe non sono pizzicate di zanzare bensì di bedbugs, cimici da letto, che mi lasceranno cicatrici per sempre.







giovedì 13 dicembre 2012

ACCOGLIENTE KERALA! 12/12/2012

Non ci è sembrato vero di poter salire su un autorisció senza dover sprecare energie per contrattare il prezzo della corsa! Alla stazione dei treni di COCHIN, infatti, la corsa è prepagata e costa solo 20 rupie. Anche l'hotel lo troviamo al primo colpo seguendo le indicazioni della Routard: SEPPHIRE TOURIST HOME, davanti all'imbarcadero per Fort Cochi, una camera vera molto dignitosa a sole 450 rupie. Ovviamente senza aria condizionata quindi dovremo montare la nostra zanzariera.
Siamo arrivati abbastanza riposati (soprattutto io che grazie alla pastiglia ho dormito molto) quindi, dopo una doccia, siamo ripartiti in traghetto alla volta di FORT COCHI per assistere allo spettacolo di Kathakali.
La città di Cochi (o Cochin) si compone di tre parti: la città nuova sulla terraferma, Ernakulam, dove sta il nostro hotel, la città vecchia sull'isola di fronte (in realtà una lunga penisola), Fort Cochi, e un isolotto prettamente industriale.
Il ferry boat per raggiungere Fort Cochi ci costa solo 2.5 rupie e impiega 20 minuti.
E'ormai sera quando arriviamo e della città vecchia non vediamo quasi nulla ma troviamo subito il Kerala Kathakali Centre e ci infiliamo dentro. Il luogo è accogliente e ventilato e sul piccolo palco tre attori stanno giá truccandosi per lo spettacolo. Gli attori di Kathakali comunicano tra di loro attraverso un linguaggio codificato che coinvolge il movimento dell'iride degli occhi e di ogni parte del corpo, in particolare le dita, esaltate da lunghe unghie colorate. Interpretano i personaggi mitologici delle loro epopee, il Mahabaharata e il Ramayana, e necessitano di ore di trucco e di costumi coloratissimi.
E' stato bello assistere al trucco prima dello spettacolo il quale, a sua volta, è stato introdotto da un'interessantissima lezione sul linguaggio mimico del kathakali.

Il teatro indiano è sintomatico del delirio visionario di questa eccezionale cultura! Un'ora di spettacolo è seducente ma pensare che un tempo il kathakali veniva rappresentato tutta la notte dentro templi illuminati dal fuoco, dà la misura della straordinaria capacità della mente indiana di contenere l'immaginifico. Infatti gli indiani sono spesso poveri di cose materiali ma sono ricchissimi di fantasia!

Al ritorno in hotel, prenotiamo un'escursione lungo le 'backwaters' (650rupie a testa) per il giorno successivo e ci addormentiamo immediatamente, seminudi (il caldo è ancora intenso), sotto la zanzariera.



martedì 11 dicembre 2012

GOOD BYE GOA

Stasera lasciamo Goa, dopo 7 giorni di riposo ci rimettiamo in marcia. Viaggeremo tutta la notte e tutta la mattina successiva e alle due del pomeriggio, se il treno non ha ritardo, saremo a Cochi , forse in tempo per vedere lo spettacolo di kathakali, della tradizione teatrale del Mahabarata.
Il viaggio è molto lungo ma avremo una cuccetta in 2nd sleeper e magari con l'aiuto di CONTROL 1, riuscirò a dormirlo quasi tutto!

Domenica ho trascorso l'intero pomeriggio con Elena, la mia vecchia amica di Mantova! Ci sembrava di esserci viste poco tempo prima nella sua casa di Milano ma appena ci siamo guardate in faccia, abbiamo realizzato che erano passati almeno 10 anni! Che buffo rincontrarci proprio in India! Elena mi ha raccontato, tra le mille cose, di avere trascorso il Diwali a casa di un indiano, amico di un suo amico, di avere mangiato e pregato insieme alla sua famiglia. Una bellissima occasione per avere un contatto un po' intimo con una famiglia indiana. Peccato che qualche giorno dopo lui le abbia sottratto un pacco di banconote da 500 rupie dal borsellino!

Stasera prima di partire siamo andati a cena con Fulvio e un'amica spagnola che rimane a Goa per lavorare come massaggiatrice Shiatsu fino a quando ha racimolato i soldi per tornare a Barcellona. Ci ha parlato della Birmania in toni entusiastici e ora non vediamo l'ora di partire per questa nuova esperienza, anche se ci restano ancora 20 giorni in India, di cui una settimana presso il SIVANANDA ASHRAM YOGA che non sappiamo quello che ci riserverà.

Ci auguriamo tante belle cose ancora da questa India un po' stramba verso la quale in questi giorni nutriamo dei sentimenti contrastanti. A volte qui le cose semplici diventano difficilissime!
Ieri abbiamo sprecato una giornata intera per l'acquisto del biglietto per il treno di oggi e per spedire un pacco in Italia. Dalla mattina alla sera abbiamo fatto l'impossibile senza combinare nulla, se non una serie di litigi con tutti! Credo che l'India sia il solo paese dove per spedire un pacco occorra andare a farselo confezionare su misura da un sarto! E che in stazione a servire una fila di 50 persone in mezz'ora (a Margao, non si sa perché, la vendita dei tatkal  è prevista solo di mezz'ora anziché un'ora) ci sia solo un'unico sportello aperto che serve NON SEGUENDO L'ORDINE D'ARRIVO ma dando la precedenza a chi evidentemente elargisce dell'extra.
Infatti pare che a Goa le cose funzionino come a COSA NOSTRA. Sono le batchich a governare le dinamiche del dare/avere cittadino. Commercianti, ristoratori, ambulanti e spacciatori hanno rapporti anomali con la polizia e probabilmente questa politica influenza anche altri ambiti.
Di fatto non siamo riusciti ad avere il biglietto che volevamo - ce ne hanno venduto un altro che impiega 5 ore in più - e solo stamattina abbiamo spedito a casa 4kg di roba tipo la guida della Lonely Planet dell'India del nord che faceva solo peso nello zaino, e altre cose senza valore e utilità spendendo la bellezza di 25€, quando ci avevano fatto un preventivo per un terzo di quell'importo.

Episodi come questi ti fanno venire un'attacco di voglia di andartene in Thailandia che, rispetto all'India, sembra abbia conosciuto sia il Risorgimento che l'Illuminismo!




sabato 8 dicembre 2012

GOA TRANCE o SILENT NOISE

Credo che se ti capita una volta di dormire così vicino al mare da averne il suono nelle orecchie, dopo non ne puoi più fare a meno. Continui ad aspettare che torni quel momento, per farti massaggiare anima e corpo dalle onde e poterti finalmente riposare.
Ed è in questo bungalow sulla spiaggia di Goa, dove il mare è potente e le onde si infrangono con rabbia contro la sabbia, che troviamo un po' di quella pace che solo i posti elettivi sanno dare.
Il merito non è solo del mare ma anche del silenzio e della pace che regna su questa costa.
Di gente ce n'è poca, specialmente qui ai MOUNTAIN PALMS bungalows in fondo in fondo a PATNEM BEACH, e quei pochi sono persone che svernano qui e che si guardano bene dal disturbare la tranquillità degli altri. C'è Jesus, un medico spagnolo in pensione, che si è comprato una casa qui dietro ma consuma pasti e birra da noi e c'è un giovane americano che si vocifera sia campione di restling o di qualche sport simile, poi c'è Fulvio che viene a prendere il sole qui e... ci siamo noi. I quattro indiani che servono nel ristorante della guest house sono cosí poco indaffarati che ieri pomeriggio, in assenza del loro boss che ogni giorno si allontana per un paio d'ore, si sono addormentati sulle loro sedie!
Persino i party con 3 dj per 3 generi musicali si svolgono in silenzio! All'ingresso del locale in cui si tiene il SILENT NOISE PARTY, ad ognuno viene dato un headphone, una cuffia, con la quale ci si sintonizza sulla musica preferita e poi si balla! Il locale del party di stasera si chiama NECTUNE ma questa serata è praticata anche in altri locali: se l'ingresso non fosse costato 600rupie (9€), ieri sera ci sarei andata!
Pensare che negli anni '90, sulla scia degli hippy degli anni '60-70, una nuova fauna di giovani con lo zaino in spalla, gli zippies (Zen Inspired Professional Pagan), ha dato il via alla goa-trance uno stile un po' spirituale di musica elettronica che, con l'ausilio di alcol e droghe, generava i rave più famosi del mondo. Pare che dopo una serie di overdose mortali questi rave selvaggi siano stati banditi ma si dice anche che nel mese di dicembre, grazie a qualche bakchich (macia, bustarella), si verifichi ancora qualche full moon party.

Ogni tanto si sente qualche eco di musica techno arrivare da lontano ma ciononostante l'attività preferita dai viaggiatori che arrivano fin qui è sicuramente lo yoga. Ci sono numerosi maestri di yoga che hanno allestito una sorta di palestra sulla spiaggia e che offrono lezioni sia di mattina che di sera al prezzo di 350 rupie. Ce n'è una proprio accanto al nostro bungalow e stamattina ne abbiamo approfittato.

Con lo yoga e con il mare il nostro relax è diventato perfetto!




venerdì 7 dicembre 2012

CONSIGLI PER UN VIAGGIO IN RAJASTHAN CON LO ZAINO IN SPALLA

Qui di seguito riassumo alcune considerazioni fatte a posteriori subito dopo un viaggio di un mese in Rajastan in novembre, periodo ideale dal punto di vista climatico e che permette di essere alla CAMEL FAIR, fiera del cammello.  Per ulteriori informazioni vi rimando alle pagine del mio blog dedicate alle varie città.
Innanzitutto partite da casa con un buon numero di fotocopie del passaporto e del visto e portatele sempre con voi.

Per visitare il Rajasthan occorrono almeno 2 settimane. Se non ci siete mai stati però, prima di affrontare questo stato, a mio parere è D'OBBLIGO visitare il Taj Mahal ad Agra (2gg)!
Dopo di ché io farei questo giro, nell'ordine:
1- PUSKAR 3 gg
2- UDAIPUR 3-4 gg
3 - JAISALMER 3-4 gg. L'escursione coi cammelli nel deserto pomeriggio/notte/mattina è sicuramente un must per chi non ha ancora fatto un'esperienza simile. (Chi ha fatto il Sahara può godersi più a lungo l'atmosfera di Jaisalmer old town). Sappiate che sui cammelli si sta scomodi (quindi conviene prevedere un tragitto di poche ore) e che di giorno fa probabilmente caldo. Però vi consiglio di dormire sotto le stelle per una notte, specie se c'è luna nera (if u know what I mean).
4- BIKENER 2 giorni per godervi l'apoteosi del caos (non dimenticate la città vecchia nella zona del mercato delle spezie stretto intorno al bel tempio jainista). Se vi piacciono le cose schifose, un paio d'ore vi servono per il tempio dei topi.
- 5 JAIPUR 2 giorni: uno per l'Amber Fort e uno per la cittá rosa dove potrete fate acquisti prima di partire. A mio parere a Jaipur city l'Hawi Mahal è d'obbligo, il resto io l'ho già dimenticato.

SPOSTAMENTI
N.B. preferite il treno agli autobus privati! Per i tragitti diurni fino a 2-3 ore gli autobus pubblici sono ok, frequenti e poco costosi. In Rajasthan le distanze non sono molto lunghe e su treni e autobus pubblici si ha modo di parlare con gli indiani.

ACQUISTO DEI BIGLIETTI
AUTOBUS gli autobus partono dalla Bus Station e i biglietti si possono fare direttamente sull'autobus. Informatevi prima sul prezzo della corsa perché alcuni furboni se fiutano l'ingenuo se ne approfittano.

TRENI
Prendere il treno per poche ore è facile e economicissimo: basta recarsi alla stazione un'ora prima della partenza e comprare un general ticket. Diversamente, se si vuole prenotare un posto a sedere, le cose si fanno molto complicate poichè i treni sono sempre quasi full e prenotati con largo anticipo. In quel caso potete recarvi in stazione il giorno precedente la partenza dalle 10 alle 11 (ma arrivate prima!) chiedendo dov'è il booking office per gli stranieri e potrete quasi sicuramente trovare un biglietto TATKAL con posto assegnato. (Dovrete compilate un foglio con la destinazione e i vostri dati prima di arrivare allo sportello!) Questo è particolarmente importante per tragitti di 7/8 ore, specie se NOTTURNI, nel qual caso richiedete come classe la 2nd SLEEPER e portatevi da casa un telo da stendere sul sedile dove dormirete, oppure una 3AC (air condition) in cui, pagando il doppio, ma sempre pochi euro, vi daranno lenzuola e guanciale pulito. Se la stazione dei treni è lontana, sempre il giorno prima, recatevi in una delle tante agenzie di viaggio. Chiedete quando vi fanno pagate per l'operazione, vi diranno un prezzo a persona che varia dai 30 alle 100 rupie: state pronti a contrattare, non pagatene più di 50!!! Poi, prima di pagare, verificate l'esattezza degli importi sulla stampa del biglietto che vi daranno.

AUTO RISCIÒ o TUK TUK, ape car insomma!
In proporzione al resto sono costosi: cercate di contrattare, non accettate mai la prima proposta, considerate che una corsa di circa 3km costa 30 rupie. E l'autorisciò è ok per un tragitto fino a 15km.

CIBO
In Rajasthan si mangia quasi esclusivamente vegetariano e... è meglio così! Quasi tutte le verdure e i legumi sono cotti e molto buoni: fate pure esperimenti di piatti sul menù senza pretendere di capire cosa state mangiando! Magari chiedete che non sia troppo speziato!
La carne è meglio evitarla in tutta l'India!
Comunque la pizza, anche se non come la nostra, spesso si trova ed è pure mangiabile. Chi ama il latte e lo yogurt si leccherá i baffi assaggiando il lassi!

COSTI
Ho dedicato un intero post a questo tema: nel mio blog cerca COSTI DEL RAJASTHAN.

Primo viaggio in India? Sappiate che: IL RAJASTHAN E' BELLO MA OCCORRE AVERE UN'ELASTICITA' MENTALE NON INDIFFERENTE PER AFFRONTARE L'INDIA! Se siete schizzinosi o igienisti vi lamentereste in continuazione: in quel caso PREFERITE LA THAILANDIA! Ed in ogni caso: buon viaggio!






giovedì 6 dicembre 2012

ANCHE LE MUCCHE HANNO UN CUORE

Stanotte ho dormito pochissimo, colpa del bicchierone di Nescafé che ho bevuto dopo pranzo: come sono sensibile alle droghe!
E la notte ha riportato in superficie dettagli di questo viaggio apparentemente poco interessanti ma che mi hanno colpito nell'intimo. Uno di questi é l'espressione che ho visto nel muso di una mucca.
Una sera eravamo di ritorno dalla visita al tempio centrale di Hampi dove, essendo ancora in funzione, avevamo assistito ai canti del tramonto godendo dei meravigliosi riflessi del sole sugli altorilievi biancastri del tempio. Stavamo camminando lungo il grande viale antistante al tempio mentre davanti a noi, a passo lento ma regolare, procedevano due mucche in passeggiata. Improvvisamente una delle due mucche si stacca dall'amica e ci taglia la strada. Io non capisco cosa sta succedendo poi vedo che la mucca si dirige spedita verso un saddhu il quale allunga una mano verso di lei e le accarezza il muso: la mucca sta lì a godersi la carezza girando la testa per assecondare la mano del santone con un'espressione di affetto negli occhi... UMANA!
Poi torna verso l'amica e riprende la sua passeggiata.
Io e Mauri ci guardiamo esterefatti e io mi chiedo se quello che ho visto è vero. Ho una discreta esperienza di mucche avendo trascorso lunghe estati in montagna tra le mucche delle mie amiche e mai mi era stato dato di vedere o di pensare che una mucca potesse avere un tale moto di sentimento verso un umano.
Oppure è il saddhu che è riuscito a sviluppare mezzi privilegiati per comunicare con gli animali? Dopotutto San Francesco d'Assisi non parlava con gli uccelli?

In questa India la mia razionalità e il mio pragmatismo sono messi a dura prova. Per giunta la lettura che da un po' di giorni mi accompagna, AUTOBIOGRAPHY OF A YOGI - in cui Paramahansa Yogananda racconta con i toni dell'incredulità, dell'inquietudine e della curiosità il suo viaggio inevitabile alla ricerca dell'assoluto - è farcita di storie di sogni che si avverano, di materializzazioni di oggetti e di persone, della comunicazione ultra sensoriale e del dono dell'ubiquità.

Forse è vero quello che da queste parti ripetono sempre: 'in India tutto è possibile!', certo è vero che qui, soprattutto attraverso la pratica dello yoga che a livelli alti insegna la meditazione e la trascendenza, tanto spazio viene concesso al governo del pensiero, nel tentativo, mi sembra di capire, di liberarsi del pensiero attivo per raggiungero uno stato altro, di trascendenza dalla realtà fenomenologica (dei fenomeni, degli eventi reali) che permette di convogliare le energie su altri fronti, tipo quello di leggere nella mente delle persone o comunicare con il pensiero o parlare con gli animali.


PALOLEM E PATNEM BEACHES, GOA DEL SUD

Finalmente abbiamo trovato un piccolo paradiso!
Dunque, per gradi! Ieri abbiamo perso la coincidenza con il treno per Gokarna! Il nostro treno da Hampi ha avuto quasi 2 ore di ritardo quindi, trovandoci a Margao, cioè di nuovo a Goa, abbiamo deciso di assecondare il destino e di prendere un autobus per le spiagge del sud e, con nostra sorpresa, abbiamo trovato una bellissima spiaggia a PALOLEM dove ci siamo subito accomodati in un bungalow fronte mare e poi in un bar stile thai-beach per l'happy hour! Abbiamo poi cenato mangiando un tonno enorme alla Tandori ossia infilzato e cucinato alla brace dentro una specie di botte. Molto buono.

Come se non bastasse, mentre cenavamo abbiamo conosciuto Fulvio, un 70enne super in forma che trascorre 6 mesi all'anno in Asia, il più possibile a Goa. 'Qui a Goa sto benissimo - ci racconta Fulvio - mi passano tutti i mali, mangio pochissimi farinacei e tengo a bada il mio diabete! Inoltre dopo due infarti qui riesco a mantenere un peso forma! Il mio medico mi dice di stare qui, che l'India è la miglior medicina!
Grazie a Fulvio abbiamo scoperto una spiaggia ancora più bella, quella di PATNEM, a 20 minuti a piedi da Palolen, dove abbiamo trascorso tutta la giornata di oggi e abbiamo deciso di trasferirci domani e di restarci 2 o 3 giorni. La spiaggia è bella e il mare è gustosissimo: l'acqua è a temperatura perfetta e ci sono delle onde alte da poter tuffarcisi dentro! Abbiamo trascorso il pomeriggio sugli sdrai messi gratuitamente a disposizione dal bar-ristorante-guesthouse dove ci trasferiamo domani e ci siamo già un po' abbronzati!
Ho ricevuto un post su facebook dalla mia amica Elena venuta a cercar lavoro come truccatrice a Dheli. Mi dice che è a Goa: spero di incontrarla visto che a Pushkar ci siamo mancate per un pelo!

Stasera il nostro amico Fulvio ci ha portati in un ristorante israeliano dove abbiamo pasteggiato ad acqua e menta (la menta in foglia frantumata nell'acqua: squisita!) e pollo con 12 verdure, specialità israeliana che prevede 12 assaggi di verdure condite e cotte in maniera diversa. Ottimo!
Abbiamo terminato la serata dagli amici di Fulvio che 4 anni fa da La Spezia si sono trasferiti qui con 3 dei 5 figli (i due maggiori sono rimasti in Italia) e gestiscono il MAGIC ITALY, il miglior ristorante italiano di Palolem, si dice. Domani sera lo proveremo!





martedì 4 dicembre 2012

BELLA E UMILE HAMPI

Con il treno delle 7.45 da Margao (Mangaun), unico treno possibile da Goa, siamo arrivati ad Hospet alle 3 del pomeriggio, viaggiando comodamente in 2nd sleeper per soli 365 ripie in 2 (5€). Abbiamo poi preso un risciò che con 100 rupie ci ha portati fino ad HAMPI. Abbiamo trovato facilmente un alloggio, visto il numero di guesthouse semivuote.

Devo ammettere che Hampi - nel cuore dello stato della Karnataka - sede della dinastia dei Vijayanagar che per due secoli, il XIV e il XV, ha dominato su tutto il sud dell'India, ha un fascino speciale. Della città reale, di cui i viaggiatori portoghesi del XVI secolo raccontavano che l'oro colava a fiotti e che l'imperatore soleva gettare manciate di pietre preziose ai suoi soldati dopo ogni vittoria, sono rimaste le preziosissime rovine.

In un paesaggio surreale, Hampi ti accoglie in fondo a una discesa dominata da un altissimo e suggestivo tempio. Sulle colline intorno, i raffinatissimi tesori artistici e architettonici dei palazzi reali e dei più di 400 templi sono in netto contrasto con la miseria spesso nera in cui versano gli abitanti del luogo. Nonostante il sempre più crescente numero di guesthouse, non esiste uno spirito imprenditoriale tale da riuscire a migliorare sostanzialmente le condizioni di vita. Le famiglie vivono in case con il tetto di paglia o sotto tende o lamiere, tutte senza acqua corrente e con l'elettricità limitata alle ore diurne. Nemmeno il telefono prende. I bimbi dopo la scuola vendono banane seduti nella polvere, cartoline e mappe dei siti davanti ai templi o giocano nelle pozzanghere e tra i rifiuti. Gli adulti e i vecchi tagliano le canne da zucchero nella giungla o seminano il riso nei campi aperti.

Il colorato Bazar della città costituisce un'oasi di ristoro per i viaggiatori, con ristorantini e guesthouse e l'occasione di noleggiare una bici o una moto. I locali si spostano prevalentemente a piedi o su carri tirati dai buoi. Non ci sono automobili, la benzina costa tantissimo, quasi il doppio che a Goa. Tipo 1,40€. Noi abbiamo noleggiato dapprima due bici, poi un motorino perché in bici le salite sotto il sole si fanno malvolentieri.

Rovine di templi e di palazzi sono disseminate ovunque e quasi tutte presentano sculture e bassorilievi di così grosse proporzioni e così ben leggibili da essere un vero piacere per gli occhi. Il tutto immerso in una vegetazione strepitosa che alterna prati verdi di risaie e canne da zucchero a palme da cocco e banane. All'interno del perimetro del palazzo reale si trovano intatte le stalle per gli 11 elefanti del re: 11 spazi a misura d'elefante in un lungo edificio a cupole.

Tra le tante cose strepitose che abbiamo visitato, ciò che mi ha colpito di più, oltre al famoso carro di pietra con le ruote che girano e al tempio con le colonne che suonano (se strofinate con le mani), è stato il LOTUS MAHAL, palazzo delle donne, di sofisticato buon gusto, e le balaustre riccamente scolpite.

Domani lasciamo Hampi per tornare verso il mare. Resteremo in Karnataka, sulla costa appena sotto Goa, dove si racconta ci siano spiagge bianche e deserte, bordate da palme da cocco: GOKARNA.







sabato 1 dicembre 2012

VENDITORI, MENDICANTI E TRAVESTITI: LA FAUNA DEL TRENO

Ora siamo in treno, in viaggio attraverso la KARNATAKA, ampio stato a est di Goa, per raggiungere Hampi, un magnifico posto, si dice.
Sul treno un passaggio continuo di venditori di tutto il commestibile dell'india: somosa e patadora (frittelle triangolari le prime, rotonde le seconde, contenenti un impasto di patate, molto buone), spremute di ananas o banana, chai (té con latte, tipica bevanda locale), caffé (rigorosamente con latte), zuppe vegetali, sacchetti di patatine e di biscotti e bibite varie. Prima di mezzogiorno è passato un impiegato delle ferrovie a prendere ordini per il pranzo: thali o riso biriani. Noi abbiamo scelto il thali e, come al solito, siamo rimasti soddisfatti.
Oltre ai venditori, lungo il treno c'è una processione incessante di mendicanti che va dai barboni ai mutilati, ai bambini sporchi e seminudi ai travestiti. Questi ultimi godono di un posto privilegiato tra i mendicanti di professione poiché sono considerati sacri e di buona fortuna. Nessun indiano si esime dal dar loro una piccola mancia (e solo agli indiani loro si rivolgono) anche perché, mi ha confessato un giovane indiano di Jaipur, sono temuti. Infatti qui i transessuali si muovono sempre in gruppo, vanno da persona a persona o da negozio a negozio e se si vedono rifiutare la mancia improvvisano balletti e spogliarelli attorno alla vittima di turno!