giovedì 13 dicembre 2012

ACCOGLIENTE KERALA! 12/12/2012

Non ci è sembrato vero di poter salire su un autorisció senza dover sprecare energie per contrattare il prezzo della corsa! Alla stazione dei treni di COCHIN, infatti, la corsa è prepagata e costa solo 20 rupie. Anche l'hotel lo troviamo al primo colpo seguendo le indicazioni della Routard: SEPPHIRE TOURIST HOME, davanti all'imbarcadero per Fort Cochi, una camera vera molto dignitosa a sole 450 rupie. Ovviamente senza aria condizionata quindi dovremo montare la nostra zanzariera.
Siamo arrivati abbastanza riposati (soprattutto io che grazie alla pastiglia ho dormito molto) quindi, dopo una doccia, siamo ripartiti in traghetto alla volta di FORT COCHI per assistere allo spettacolo di Kathakali.
La città di Cochi (o Cochin) si compone di tre parti: la città nuova sulla terraferma, Ernakulam, dove sta il nostro hotel, la città vecchia sull'isola di fronte (in realtà una lunga penisola), Fort Cochi, e un isolotto prettamente industriale.
Il ferry boat per raggiungere Fort Cochi ci costa solo 2.5 rupie e impiega 20 minuti.
E'ormai sera quando arriviamo e della città vecchia non vediamo quasi nulla ma troviamo subito il Kerala Kathakali Centre e ci infiliamo dentro. Il luogo è accogliente e ventilato e sul piccolo palco tre attori stanno giá truccandosi per lo spettacolo. Gli attori di Kathakali comunicano tra di loro attraverso un linguaggio codificato che coinvolge il movimento dell'iride degli occhi e di ogni parte del corpo, in particolare le dita, esaltate da lunghe unghie colorate. Interpretano i personaggi mitologici delle loro epopee, il Mahabaharata e il Ramayana, e necessitano di ore di trucco e di costumi coloratissimi.
E' stato bello assistere al trucco prima dello spettacolo il quale, a sua volta, è stato introdotto da un'interessantissima lezione sul linguaggio mimico del kathakali.

Il teatro indiano è sintomatico del delirio visionario di questa eccezionale cultura! Un'ora di spettacolo è seducente ma pensare che un tempo il kathakali veniva rappresentato tutta la notte dentro templi illuminati dal fuoco, dà la misura della straordinaria capacità della mente indiana di contenere l'immaginifico. Infatti gli indiani sono spesso poveri di cose materiali ma sono ricchissimi di fantasia!

Al ritorno in hotel, prenotiamo un'escursione lungo le 'backwaters' (650rupie a testa) per il giorno successivo e ci addormentiamo immediatamente, seminudi (il caldo è ancora intenso), sotto la zanzariera.



martedì 11 dicembre 2012

GOOD BYE GOA

Stasera lasciamo Goa, dopo 7 giorni di riposo ci rimettiamo in marcia. Viaggeremo tutta la notte e tutta la mattina successiva e alle due del pomeriggio, se il treno non ha ritardo, saremo a Cochi , forse in tempo per vedere lo spettacolo di kathakali, della tradizione teatrale del Mahabarata.
Il viaggio è molto lungo ma avremo una cuccetta in 2nd sleeper e magari con l'aiuto di CONTROL 1, riuscirò a dormirlo quasi tutto!

Domenica ho trascorso l'intero pomeriggio con Elena, la mia vecchia amica di Mantova! Ci sembrava di esserci viste poco tempo prima nella sua casa di Milano ma appena ci siamo guardate in faccia, abbiamo realizzato che erano passati almeno 10 anni! Che buffo rincontrarci proprio in India! Elena mi ha raccontato, tra le mille cose, di avere trascorso il Diwali a casa di un indiano, amico di un suo amico, di avere mangiato e pregato insieme alla sua famiglia. Una bellissima occasione per avere un contatto un po' intimo con una famiglia indiana. Peccato che qualche giorno dopo lui le abbia sottratto un pacco di banconote da 500 rupie dal borsellino!

Stasera prima di partire siamo andati a cena con Fulvio e un'amica spagnola che rimane a Goa per lavorare come massaggiatrice Shiatsu fino a quando ha racimolato i soldi per tornare a Barcellona. Ci ha parlato della Birmania in toni entusiastici e ora non vediamo l'ora di partire per questa nuova esperienza, anche se ci restano ancora 20 giorni in India, di cui una settimana presso il SIVANANDA ASHRAM YOGA che non sappiamo quello che ci riserverà.

Ci auguriamo tante belle cose ancora da questa India un po' stramba verso la quale in questi giorni nutriamo dei sentimenti contrastanti. A volte qui le cose semplici diventano difficilissime!
Ieri abbiamo sprecato una giornata intera per l'acquisto del biglietto per il treno di oggi e per spedire un pacco in Italia. Dalla mattina alla sera abbiamo fatto l'impossibile senza combinare nulla, se non una serie di litigi con tutti! Credo che l'India sia il solo paese dove per spedire un pacco occorra andare a farselo confezionare su misura da un sarto! E che in stazione a servire una fila di 50 persone in mezz'ora (a Margao, non si sa perché, la vendita dei tatkal  è prevista solo di mezz'ora anziché un'ora) ci sia solo un'unico sportello aperto che serve NON SEGUENDO L'ORDINE D'ARRIVO ma dando la precedenza a chi evidentemente elargisce dell'extra.
Infatti pare che a Goa le cose funzionino come a COSA NOSTRA. Sono le batchich a governare le dinamiche del dare/avere cittadino. Commercianti, ristoratori, ambulanti e spacciatori hanno rapporti anomali con la polizia e probabilmente questa politica influenza anche altri ambiti.
Di fatto non siamo riusciti ad avere il biglietto che volevamo - ce ne hanno venduto un altro che impiega 5 ore in più - e solo stamattina abbiamo spedito a casa 4kg di roba tipo la guida della Lonely Planet dell'India del nord che faceva solo peso nello zaino, e altre cose senza valore e utilità spendendo la bellezza di 25€, quando ci avevano fatto un preventivo per un terzo di quell'importo.

Episodi come questi ti fanno venire un'attacco di voglia di andartene in Thailandia che, rispetto all'India, sembra abbia conosciuto sia il Risorgimento che l'Illuminismo!




sabato 8 dicembre 2012

GOA TRANCE o SILENT NOISE

Credo che se ti capita una volta di dormire così vicino al mare da averne il suono nelle orecchie, dopo non ne puoi più fare a meno. Continui ad aspettare che torni quel momento, per farti massaggiare anima e corpo dalle onde e poterti finalmente riposare.
Ed è in questo bungalow sulla spiaggia di Goa, dove il mare è potente e le onde si infrangono con rabbia contro la sabbia, che troviamo un po' di quella pace che solo i posti elettivi sanno dare.
Il merito non è solo del mare ma anche del silenzio e della pace che regna su questa costa.
Di gente ce n'è poca, specialmente qui ai MOUNTAIN PALMS bungalows in fondo in fondo a PATNEM BEACH, e quei pochi sono persone che svernano qui e che si guardano bene dal disturbare la tranquillità degli altri. C'è Jesus, un medico spagnolo in pensione, che si è comprato una casa qui dietro ma consuma pasti e birra da noi e c'è un giovane americano che si vocifera sia campione di restling o di qualche sport simile, poi c'è Fulvio che viene a prendere il sole qui e... ci siamo noi. I quattro indiani che servono nel ristorante della guest house sono cosí poco indaffarati che ieri pomeriggio, in assenza del loro boss che ogni giorno si allontana per un paio d'ore, si sono addormentati sulle loro sedie!
Persino i party con 3 dj per 3 generi musicali si svolgono in silenzio! All'ingresso del locale in cui si tiene il SILENT NOISE PARTY, ad ognuno viene dato un headphone, una cuffia, con la quale ci si sintonizza sulla musica preferita e poi si balla! Il locale del party di stasera si chiama NECTUNE ma questa serata è praticata anche in altri locali: se l'ingresso non fosse costato 600rupie (9€), ieri sera ci sarei andata!
Pensare che negli anni '90, sulla scia degli hippy degli anni '60-70, una nuova fauna di giovani con lo zaino in spalla, gli zippies (Zen Inspired Professional Pagan), ha dato il via alla goa-trance uno stile un po' spirituale di musica elettronica che, con l'ausilio di alcol e droghe, generava i rave più famosi del mondo. Pare che dopo una serie di overdose mortali questi rave selvaggi siano stati banditi ma si dice anche che nel mese di dicembre, grazie a qualche bakchich (macia, bustarella), si verifichi ancora qualche full moon party.

Ogni tanto si sente qualche eco di musica techno arrivare da lontano ma ciononostante l'attività preferita dai viaggiatori che arrivano fin qui è sicuramente lo yoga. Ci sono numerosi maestri di yoga che hanno allestito una sorta di palestra sulla spiaggia e che offrono lezioni sia di mattina che di sera al prezzo di 350 rupie. Ce n'è una proprio accanto al nostro bungalow e stamattina ne abbiamo approfittato.

Con lo yoga e con il mare il nostro relax è diventato perfetto!




venerdì 7 dicembre 2012

CONSIGLI PER UN VIAGGIO IN RAJASTHAN CON LO ZAINO IN SPALLA

Qui di seguito riassumo alcune considerazioni fatte a posteriori subito dopo un viaggio di un mese in Rajastan in novembre, periodo ideale dal punto di vista climatico e che permette di essere alla CAMEL FAIR, fiera del cammello.  Per ulteriori informazioni vi rimando alle pagine del mio blog dedicate alle varie città.
Innanzitutto partite da casa con un buon numero di fotocopie del passaporto e del visto e portatele sempre con voi.

Per visitare il Rajasthan occorrono almeno 2 settimane. Se non ci siete mai stati però, prima di affrontare questo stato, a mio parere è D'OBBLIGO visitare il Taj Mahal ad Agra (2gg)!
Dopo di ché io farei questo giro, nell'ordine:
1- PUSKAR 3 gg
2- UDAIPUR 3-4 gg
3 - JAISALMER 3-4 gg. L'escursione coi cammelli nel deserto pomeriggio/notte/mattina è sicuramente un must per chi non ha ancora fatto un'esperienza simile. (Chi ha fatto il Sahara può godersi più a lungo l'atmosfera di Jaisalmer old town). Sappiate che sui cammelli si sta scomodi (quindi conviene prevedere un tragitto di poche ore) e che di giorno fa probabilmente caldo. Però vi consiglio di dormire sotto le stelle per una notte, specie se c'è luna nera (if u know what I mean).
4- BIKENER 2 giorni per godervi l'apoteosi del caos (non dimenticate la città vecchia nella zona del mercato delle spezie stretto intorno al bel tempio jainista). Se vi piacciono le cose schifose, un paio d'ore vi servono per il tempio dei topi.
- 5 JAIPUR 2 giorni: uno per l'Amber Fort e uno per la cittá rosa dove potrete fate acquisti prima di partire. A mio parere a Jaipur city l'Hawi Mahal è d'obbligo, il resto io l'ho già dimenticato.

SPOSTAMENTI
N.B. preferite il treno agli autobus privati! Per i tragitti diurni fino a 2-3 ore gli autobus pubblici sono ok, frequenti e poco costosi. In Rajasthan le distanze non sono molto lunghe e su treni e autobus pubblici si ha modo di parlare con gli indiani.

ACQUISTO DEI BIGLIETTI
AUTOBUS gli autobus partono dalla Bus Station e i biglietti si possono fare direttamente sull'autobus. Informatevi prima sul prezzo della corsa perché alcuni furboni se fiutano l'ingenuo se ne approfittano.

TRENI
Prendere il treno per poche ore è facile e economicissimo: basta recarsi alla stazione un'ora prima della partenza e comprare un general ticket. Diversamente, se si vuole prenotare un posto a sedere, le cose si fanno molto complicate poichè i treni sono sempre quasi full e prenotati con largo anticipo. In quel caso potete recarvi in stazione il giorno precedente la partenza dalle 10 alle 11 (ma arrivate prima!) chiedendo dov'è il booking office per gli stranieri e potrete quasi sicuramente trovare un biglietto TATKAL con posto assegnato. (Dovrete compilate un foglio con la destinazione e i vostri dati prima di arrivare allo sportello!) Questo è particolarmente importante per tragitti di 7/8 ore, specie se NOTTURNI, nel qual caso richiedete come classe la 2nd SLEEPER e portatevi da casa un telo da stendere sul sedile dove dormirete, oppure una 3AC (air condition) in cui, pagando il doppio, ma sempre pochi euro, vi daranno lenzuola e guanciale pulito. Se la stazione dei treni è lontana, sempre il giorno prima, recatevi in una delle tante agenzie di viaggio. Chiedete quando vi fanno pagate per l'operazione, vi diranno un prezzo a persona che varia dai 30 alle 100 rupie: state pronti a contrattare, non pagatene più di 50!!! Poi, prima di pagare, verificate l'esattezza degli importi sulla stampa del biglietto che vi daranno.

AUTO RISCIÒ o TUK TUK, ape car insomma!
In proporzione al resto sono costosi: cercate di contrattare, non accettate mai la prima proposta, considerate che una corsa di circa 3km costa 30 rupie. E l'autorisciò è ok per un tragitto fino a 15km.

CIBO
In Rajasthan si mangia quasi esclusivamente vegetariano e... è meglio così! Quasi tutte le verdure e i legumi sono cotti e molto buoni: fate pure esperimenti di piatti sul menù senza pretendere di capire cosa state mangiando! Magari chiedete che non sia troppo speziato!
La carne è meglio evitarla in tutta l'India!
Comunque la pizza, anche se non come la nostra, spesso si trova ed è pure mangiabile. Chi ama il latte e lo yogurt si leccherá i baffi assaggiando il lassi!

COSTI
Ho dedicato un intero post a questo tema: nel mio blog cerca COSTI DEL RAJASTHAN.

Primo viaggio in India? Sappiate che: IL RAJASTHAN E' BELLO MA OCCORRE AVERE UN'ELASTICITA' MENTALE NON INDIFFERENTE PER AFFRONTARE L'INDIA! Se siete schizzinosi o igienisti vi lamentereste in continuazione: in quel caso PREFERITE LA THAILANDIA! Ed in ogni caso: buon viaggio!






giovedì 6 dicembre 2012

ANCHE LE MUCCHE HANNO UN CUORE

Stanotte ho dormito pochissimo, colpa del bicchierone di Nescafé che ho bevuto dopo pranzo: come sono sensibile alle droghe!
E la notte ha riportato in superficie dettagli di questo viaggio apparentemente poco interessanti ma che mi hanno colpito nell'intimo. Uno di questi é l'espressione che ho visto nel muso di una mucca.
Una sera eravamo di ritorno dalla visita al tempio centrale di Hampi dove, essendo ancora in funzione, avevamo assistito ai canti del tramonto godendo dei meravigliosi riflessi del sole sugli altorilievi biancastri del tempio. Stavamo camminando lungo il grande viale antistante al tempio mentre davanti a noi, a passo lento ma regolare, procedevano due mucche in passeggiata. Improvvisamente una delle due mucche si stacca dall'amica e ci taglia la strada. Io non capisco cosa sta succedendo poi vedo che la mucca si dirige spedita verso un saddhu il quale allunga una mano verso di lei e le accarezza il muso: la mucca sta lì a godersi la carezza girando la testa per assecondare la mano del santone con un'espressione di affetto negli occhi... UMANA!
Poi torna verso l'amica e riprende la sua passeggiata.
Io e Mauri ci guardiamo esterefatti e io mi chiedo se quello che ho visto è vero. Ho una discreta esperienza di mucche avendo trascorso lunghe estati in montagna tra le mucche delle mie amiche e mai mi era stato dato di vedere o di pensare che una mucca potesse avere un tale moto di sentimento verso un umano.
Oppure è il saddhu che è riuscito a sviluppare mezzi privilegiati per comunicare con gli animali? Dopotutto San Francesco d'Assisi non parlava con gli uccelli?

In questa India la mia razionalità e il mio pragmatismo sono messi a dura prova. Per giunta la lettura che da un po' di giorni mi accompagna, AUTOBIOGRAPHY OF A YOGI - in cui Paramahansa Yogananda racconta con i toni dell'incredulità, dell'inquietudine e della curiosità il suo viaggio inevitabile alla ricerca dell'assoluto - è farcita di storie di sogni che si avverano, di materializzazioni di oggetti e di persone, della comunicazione ultra sensoriale e del dono dell'ubiquità.

Forse è vero quello che da queste parti ripetono sempre: 'in India tutto è possibile!', certo è vero che qui, soprattutto attraverso la pratica dello yoga che a livelli alti insegna la meditazione e la trascendenza, tanto spazio viene concesso al governo del pensiero, nel tentativo, mi sembra di capire, di liberarsi del pensiero attivo per raggiungero uno stato altro, di trascendenza dalla realtà fenomenologica (dei fenomeni, degli eventi reali) che permette di convogliare le energie su altri fronti, tipo quello di leggere nella mente delle persone o comunicare con il pensiero o parlare con gli animali.


PALOLEM E PATNEM BEACHES, GOA DEL SUD

Finalmente abbiamo trovato un piccolo paradiso!
Dunque, per gradi! Ieri abbiamo perso la coincidenza con il treno per Gokarna! Il nostro treno da Hampi ha avuto quasi 2 ore di ritardo quindi, trovandoci a Margao, cioè di nuovo a Goa, abbiamo deciso di assecondare il destino e di prendere un autobus per le spiagge del sud e, con nostra sorpresa, abbiamo trovato una bellissima spiaggia a PALOLEM dove ci siamo subito accomodati in un bungalow fronte mare e poi in un bar stile thai-beach per l'happy hour! Abbiamo poi cenato mangiando un tonno enorme alla Tandori ossia infilzato e cucinato alla brace dentro una specie di botte. Molto buono.

Come se non bastasse, mentre cenavamo abbiamo conosciuto Fulvio, un 70enne super in forma che trascorre 6 mesi all'anno in Asia, il più possibile a Goa. 'Qui a Goa sto benissimo - ci racconta Fulvio - mi passano tutti i mali, mangio pochissimi farinacei e tengo a bada il mio diabete! Inoltre dopo due infarti qui riesco a mantenere un peso forma! Il mio medico mi dice di stare qui, che l'India è la miglior medicina!
Grazie a Fulvio abbiamo scoperto una spiaggia ancora più bella, quella di PATNEM, a 20 minuti a piedi da Palolen, dove abbiamo trascorso tutta la giornata di oggi e abbiamo deciso di trasferirci domani e di restarci 2 o 3 giorni. La spiaggia è bella e il mare è gustosissimo: l'acqua è a temperatura perfetta e ci sono delle onde alte da poter tuffarcisi dentro! Abbiamo trascorso il pomeriggio sugli sdrai messi gratuitamente a disposizione dal bar-ristorante-guesthouse dove ci trasferiamo domani e ci siamo già un po' abbronzati!
Ho ricevuto un post su facebook dalla mia amica Elena venuta a cercar lavoro come truccatrice a Dheli. Mi dice che è a Goa: spero di incontrarla visto che a Pushkar ci siamo mancate per un pelo!

Stasera il nostro amico Fulvio ci ha portati in un ristorante israeliano dove abbiamo pasteggiato ad acqua e menta (la menta in foglia frantumata nell'acqua: squisita!) e pollo con 12 verdure, specialità israeliana che prevede 12 assaggi di verdure condite e cotte in maniera diversa. Ottimo!
Abbiamo terminato la serata dagli amici di Fulvio che 4 anni fa da La Spezia si sono trasferiti qui con 3 dei 5 figli (i due maggiori sono rimasti in Italia) e gestiscono il MAGIC ITALY, il miglior ristorante italiano di Palolem, si dice. Domani sera lo proveremo!





martedì 4 dicembre 2012

BELLA E UMILE HAMPI

Con il treno delle 7.45 da Margao (Mangaun), unico treno possibile da Goa, siamo arrivati ad Hospet alle 3 del pomeriggio, viaggiando comodamente in 2nd sleeper per soli 365 ripie in 2 (5€). Abbiamo poi preso un risciò che con 100 rupie ci ha portati fino ad HAMPI. Abbiamo trovato facilmente un alloggio, visto il numero di guesthouse semivuote.

Devo ammettere che Hampi - nel cuore dello stato della Karnataka - sede della dinastia dei Vijayanagar che per due secoli, il XIV e il XV, ha dominato su tutto il sud dell'India, ha un fascino speciale. Della città reale, di cui i viaggiatori portoghesi del XVI secolo raccontavano che l'oro colava a fiotti e che l'imperatore soleva gettare manciate di pietre preziose ai suoi soldati dopo ogni vittoria, sono rimaste le preziosissime rovine.

In un paesaggio surreale, Hampi ti accoglie in fondo a una discesa dominata da un altissimo e suggestivo tempio. Sulle colline intorno, i raffinatissimi tesori artistici e architettonici dei palazzi reali e dei più di 400 templi sono in netto contrasto con la miseria spesso nera in cui versano gli abitanti del luogo. Nonostante il sempre più crescente numero di guesthouse, non esiste uno spirito imprenditoriale tale da riuscire a migliorare sostanzialmente le condizioni di vita. Le famiglie vivono in case con il tetto di paglia o sotto tende o lamiere, tutte senza acqua corrente e con l'elettricità limitata alle ore diurne. Nemmeno il telefono prende. I bimbi dopo la scuola vendono banane seduti nella polvere, cartoline e mappe dei siti davanti ai templi o giocano nelle pozzanghere e tra i rifiuti. Gli adulti e i vecchi tagliano le canne da zucchero nella giungla o seminano il riso nei campi aperti.

Il colorato Bazar della città costituisce un'oasi di ristoro per i viaggiatori, con ristorantini e guesthouse e l'occasione di noleggiare una bici o una moto. I locali si spostano prevalentemente a piedi o su carri tirati dai buoi. Non ci sono automobili, la benzina costa tantissimo, quasi il doppio che a Goa. Tipo 1,40€. Noi abbiamo noleggiato dapprima due bici, poi un motorino perché in bici le salite sotto il sole si fanno malvolentieri.

Rovine di templi e di palazzi sono disseminate ovunque e quasi tutte presentano sculture e bassorilievi di così grosse proporzioni e così ben leggibili da essere un vero piacere per gli occhi. Il tutto immerso in una vegetazione strepitosa che alterna prati verdi di risaie e canne da zucchero a palme da cocco e banane. All'interno del perimetro del palazzo reale si trovano intatte le stalle per gli 11 elefanti del re: 11 spazi a misura d'elefante in un lungo edificio a cupole.

Tra le tante cose strepitose che abbiamo visitato, ciò che mi ha colpito di più, oltre al famoso carro di pietra con le ruote che girano e al tempio con le colonne che suonano (se strofinate con le mani), è stato il LOTUS MAHAL, palazzo delle donne, di sofisticato buon gusto, e le balaustre riccamente scolpite.

Domani lasciamo Hampi per tornare verso il mare. Resteremo in Karnataka, sulla costa appena sotto Goa, dove si racconta ci siano spiagge bianche e deserte, bordate da palme da cocco: GOKARNA.







sabato 1 dicembre 2012

VENDITORI, MENDICANTI E TRAVESTITI: LA FAUNA DEL TRENO

Ora siamo in treno, in viaggio attraverso la KARNATAKA, ampio stato a est di Goa, per raggiungere Hampi, un magnifico posto, si dice.
Sul treno un passaggio continuo di venditori di tutto il commestibile dell'india: somosa e patadora (frittelle triangolari le prime, rotonde le seconde, contenenti un impasto di patate, molto buone), spremute di ananas o banana, chai (té con latte, tipica bevanda locale), caffé (rigorosamente con latte), zuppe vegetali, sacchetti di patatine e di biscotti e bibite varie. Prima di mezzogiorno è passato un impiegato delle ferrovie a prendere ordini per il pranzo: thali o riso biriani. Noi abbiamo scelto il thali e, come al solito, siamo rimasti soddisfatti.
Oltre ai venditori, lungo il treno c'è una processione incessante di mendicanti che va dai barboni ai mutilati, ai bambini sporchi e seminudi ai travestiti. Questi ultimi godono di un posto privilegiato tra i mendicanti di professione poiché sono considerati sacri e di buona fortuna. Nessun indiano si esime dal dar loro una piccola mancia (e solo agli indiani loro si rivolgono) anche perché, mi ha confessato un giovane indiano di Jaipur, sono temuti. Infatti qui i transessuali si muovono sempre in gruppo, vanno da persona a persona o da negozio a negozio e se si vedono rifiutare la mancia improvvisano balletti e spogliarelli attorno alla vittima di turno!

venerdì 30 novembre 2012

OLD GOA

La visita alla Lisbona del sub-continente indiano, fondata da San Francisco Xavier nel XVI secolo ma abbandonata un secolo dopo per le epidemie di colera e di malaria e ricostruita a Panaji con gli stessi mattoni, ci ha un po' delusi, nonostante la chiesa di San Francesco d'Assisi, con l'immensa navata affrescata a tinte fosche, da sola valga la visita. Il sito si presenta come un bel giardino curato che ospita un manipolo di enormi chiese vecchie e tutt'intorno la giungla ma l'atmosfera era deturpata da un lunghissimi mercato e dal traffico di automobili alla ricerca di un posteggio. Proprio in questi giorni, infatti, si festeggia il patrono della città e numerosi pellegrini sono accorsi da tutta Goa per portare fiori e accendere candele davanti al sarcofago in vetro di San Francisco Xavier, facendo una fila lunghissima davanti alla Basilica del Bom Jesus.
Mauri, con la sua macchina fotografica, ha zummato sul sarcofago contenente il corpo del santo e...brrrr, che impressione! Dopo quasi 500 anni ancora si distinguono bene i tratti del viso del santo!
Fuori dal sito, al mercato, abbiamo finalmente assaggiato il succo della canna da zucchero spremuta: che dire... zuccherato!







giovedì 29 novembre 2012

GOA, THE PEARL OF ORIENT

Goa non è una città o una regione: Goa è uno stato dell'India! I portoghesi lo conquistarono nel 1510 e obbligarono hindu e mussulmani a convertirsi al cattolicesimo, adottando anche un nome portoghese, di solito quello del prete di turno. Solo nel 1961 l'India liberata da Gandhi è riuscita a
cacciare i portoghesi e a rendere Goa uno dei suoi stati a governo autonomo.
Da allora Goa, grazie alle sue ricchezze sotto e sopra il suolo, è diventato uno stato prospero, crogiuolo di culture, religioni e tradizioni diverse ma accomunate dal medesimo sangue, in cui scorre la stessa passione per la musica e la danza, che è pur sempre una bella cosa!
In pratica, la gente di Goa ha fuso le diverse radici hindu, cattoliche e musulmane in uno unico stile di vita che vede per esempio la presenza di caste nella comunità cristiana, il festeggiamento del Natale e dell'ultimo dell'anno anche da parte degli induisti e dei musulmani, la presenza di candelabri nei templi, ecc.
Ieri, al nostro ritorno alla guest house, abbiamo trovato gente davanti all'abitazione di fronte che mangiava ceci cotti e beveva un intruglio aranciato. Sembrava una festa di pre/matrimonio (come si usa qui) invece la nostra signora, dopo aver studiato il mio ciondolo di Ganesha, ci ha spiegato che si trattava di un tempio dove stavano venerando Fatima!!!! In altre parole: anche i cattolici sentono il bisogno di avere più dei da venerare e fanno i puja (riti con offerte di fiori e di cibo) alla maniera hindu!
Per molti versi però non si ha l'impressione di essere un India. Questa vegetazione lussurreggiante è così lontana dal polveroso deserto del Thar o dal caos degli autorisciò di Jaipur... Persino i rifiuti sono invisibili... Le palme e i banani, le baracche con i tetti di paglia, le chiese bianche e solenni e le coloratissime case dei villaggi ricordano piuttosto i villaggi garifuna dell'Honduras o quelli messicani del Chapas.
Ma che bello girare su e giù per le colline con lo scooter e il vento nei capelli! Sì perché qui nessuno porta il casco e la velocità piuttosto ridotta lascia presuppore che non si corrano molti rischi. Speriamo perchè oltretutto non siamo assicurati! In realtà noi abbiamo un'assicurazione contratta prima di partire, che ci copre le spese mediche, ma non dobbiamo mettere sotto nessuno!
Abbiamo percorso in lungo e in largo il nord di Goa, soffermandoci sulle spiaggie più celebri: Calangute, Candolin, Vagator, Anjuna..fino a Donna Paula e Bognalo, la nostra preferita. Distese sabbiose a perdita d'occhio con tanti pensionati prevalentemente obesi di nazionalità inglesi e qualche russo. Il mare non è per niente invitante, l'Arabian Sea è profondo ma ha i colori dell'Adriatico emiliano! E anche i negozietti e i ristoranti uno accanto all'altro ricordano un po' il turismo di massa del nostro litorale... Nell'entroterra ancora molta acqua: risaie e fiumi che spesso si allargano fino ad essere navigabili o a formare laghi. Carina è la capitale Panaji, con casine basse e colorate anche se sempre fatiscenti. Ma è la natura rigogliosa la cosa più bella di Goa oltre, probabilmente, alla vita notturna. Gli inglesi la fanno da padroni tant'é che le strade sono piene di indicazioni e di cartelloni pubblicitari in inglese mentre le strade, così come le persone, portano nomi portoghesi.
Domani visiteremo Old Goa, altro sito Patrimonio dell'Umanità.








mercoledì 28 novembre 2012

GOOOOAAAAA!!!!!!!

L'impatto con Goa è stato gioioso non per merito delle bellezze della mitica Goa ma perché dopo 4 notti di viaggio (intervallate da visite a Indore, Ellora e Bombay) metterci in sella a uno scooter e volare lungo strade straripanti di palme (verso una doccia e un letto vero) ci è sembrato meraviglioso! Abbiamo trovato un alloggio economico presso una indoportoghese che ci ha messo a disposizione una camera ben areata e un bagno abbastanza pulito poi abbiamo fatto un giretto per CANDOLIN fino alla spiaggia. Enorme! E finalmente abbiamo trovato la birra ad un prezzo abbordabile che ci ha permesso di festeggiare dignitosamente l'arrivo in questo paradiso tropicale. Poco più tardi, nella turistica Candolin, abbiamo cenato 'continental' che erano solo le 4 del pomeriggio, a base di agognate enormi patatine fritte, crocchette di pollo e sandwich e alle 7 eravamo già a letto!



martedì 27 novembre 2012

PAURA DI BOMBAY?

La gente del posto la chiama ancora cosi (e non Mumbay) e preferisce il nome VICTORIA STATION a CST per indicare la vecchia stazione ferroviaria in stile vittoriano, oggi patrimonio Unesco.
Volevamo evitare la seconda metropoli più grande del mondo spaventati dai grandi numeri, ma il caso ha voluto che ci fermassimo qui quasi un'intera giornata, tra un treno notturno e l'altro. Con nostra grande sorpresa abbiamo trovato la stazione tirata a lucido, non una briciola sulle platform, così con coraggio abbiamo affrontato la città. Inaspettatamente il centro rappresentativo ci è apparso caotico ma ordinato, con strade grandi da capitale incorniciate da rassicuranti palazzi vittoriani e double-decker (i bus rossi a due piani)! Se non fosse stato per le vacche, avremmo pensato di aver sbagliato nazione!
La zona centrale di Colaba è punteggiata da piccole stazioni di polizia e la punta sul mare ospita l'INDIAN GATE, grosso arco di trionfo simbolo della città fatto costruire per accogliere l'arrivo dell'Imperatore delle Indie, Giorgio V, nel 1911, momento colto da Gandhi per far partire la sua campagna di non-violenza per ottenere la partenza definitiva degli inglesi.
Abbiamo anche notato l'HOTEL TAJ MAHAL, il più prestigioso dell'India, che si staglia con grazia aristocratica poco distante dall'Indian Gate. La leggenda racconta che questo lussuosissimo hotel, frequentato anche da Hitchcock, Clinton e Chirac, sia stato voluto da un ricco industriale indiano che si era visto rifiutare l'ingresso in un albergo di lusso della zona, consentito solo ad occidentali.

Abbiamo avuto occasione di frequentate tutte e tre le stazioni di Mumbay e, appena fuori dalle zone centrali, abbiamo ritrovato ammucchiati tutti i rifiuti della metropoli accanto ai poveracci senza tetto.
I treni locali hanno vagoni separati per gli uomini e per le donne: io e Mauri abbiamo dovuto adeguarci ma riuscivamo a non perderci di vista spiandoci attraverso aperture tra i vagoni. Abbiamo anche avuto l'opportunità di assistere ai salti dal treno dei passeggeri che, ancora prima di arrivare in stazione, si preparano a scendere sostando sul ciglio delle porte del treno, per evitare di essere travolti e ricacciati dentro dalla furia della folla in entrata!!